Sabato il 6 aprile alle ore 17 all’interno della mostra di Jack Sal e Mary Judge ci sarà un¹’incontro con gli artisti e performance, ospite Bruno Corà.
I lavori di Mary Judge si trovano nelle collezioni del British Museum e al Victoria and Albert Museum di Londra, al Philadelphia Museum of Art, al Fogg Museum presso la Harvard University Cambridge e alla Corcoran Gallery of Art di Washington DC negli Stati Uniti. Le sue mostre personali più recenti sono state alla Corcoran Gallery of Art, alla Pennsylvania Academy of the Fine Arts e alla Gallery Joe in Philadelphia, Pennsylvania.
Il lavoro di Mary Judge è basato sui processi e le forme del disegno. Il suo lavoro più conosciuto viene realizzato con la tecnica dello ‘spolvero’, o ‘pounced stencil’ (la mascherina a tampone), che si è impiegata durante il Rinascimento per trasferire i disegni su carta direttamente sul muro o sul panello. Usando questo sistema strutturato, Mary Judge genera delle immagini archetipe che evocano un¹archeologia minimalista, formazioni geologiche e sotto sistemi della natura e del cosmo.
Le mostre personali di Jack Sal più recenti sono stati al Ludwig Museum, Koln, Germany; alla Galerie Neue Kunst, Constance, Germany, Galerie Schuster & Scheuemann, Berlin, Germany.
Durante tutta la sua carriera Jack Sal ha seguito un costante percorso di semplificazione e riduzione, sia in termini di immagini che di mezzo artistico. Alla radice di tale sviluppo vi è uno sforzo concettuale e pratico di rinuncia, tanto del mito rinascimentale della pittura (cioè l¹arte in generale) come finestra illusoria, quanto del mito tardo-moderno della pittura fine a se stessa (cioè la pittura come oggetto) come superficie piatta e bidimensionale. Allo stesso modo, la sua opera con media fotografici ripudia la menzogna, a lungo sostenuta, che la fotografia è una documentazione del mondo veritiera e realistica, e trasforma il medium fotochimico di uno strumento efficace per le sue ricerche in corso nel regno dell¹astrazione pittorica. In queste sfaccettate ricerche concettuali, la linea semplice ha assunto varie forme – sia essa un colpo di pennello, un pezzo di nastro, tubi di rame, lamine d’acciaio, neon, le strade di una città, o persino di rigaggio della storia della sua famiglia. Come il filo d’Arianna nel popolare mito greco, la linea è un elemento guida che conduce l’osservatore da un’idea all’altra, portandolo finalmente fuori dal labirinto dell’arte contemporanea che spesso disorienta, estratto da uno scritto di Gèrard A. Goodrow.
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