Cosa non si fa per essere trendy. “Se un muro è un muro, un muro con scritto ‘A Ste, guardate tu’ sorella’ è un muro con la vita intorno. E noi, come dire, lo preferiamo“. Non sono le parole di un deprecabile teorico del writing, ma sono le affermazioni di Alessandro Robecchi, direttore di Urban che così, nell’editoriale del numero di dicembre 2003, lancia un insopportabile articolo (a firma Daniela Amenta) dove si tessono sperticate lodi di quel nugolo di infami vigliacchi che nottetempo imbratta la città di Roma.
“Poesia”, “goliardia”, “nonsense”, “genio del luogo”. Questi ed altri gli appellativi con cui è apostrofato uno dei più odiosi problemi delle metropoli contemporanee. Un problema che costringe la pubblica amministrazione a notevoli esborsi, che svuota le tasche di esausti condomini obbligati a continue ripuliture, che dà una immagine di degrado alla città più bella del mondo. Lo sfregio vandalico di chi imbratta muri, ferisce monumenti, sfregia mezzi pubblici, scuole, automobili, cabine telefoniche è nell’articolo glorificato, innalzato a rango di nuovo genere letterario, di mezzo di comunicazione spontaneo e privilegiato. Dunque giustificato in toto. Tre pagine di vera apologia di reato. Con profusione di foto che illustrano questa “letteratura dei poveri” e con tanto di lodi per l'”esercito di quattro milioni e mezzo di potenziali Pasquino”.
Redazione di Urban, a quando, dunque, un’inchiesta su come eludere i controlli autovelox? Un servizio su come evadere il fisco senza essere scoperti? Un pezzo su come rubare motorini e biciclette senza essere acciuffati?
E per finire due auspici. Che tutti i writer di Milano (e quelli romani di passaggio) ‘artisticamente’ e ‘letterariamente’ abbelliscano il condominio del direttore e quello dell’articolista. E che tutti i distributori capitolini di Urban si rifiutino, finché non verranno pubblicate scuse formali, di ospitare una rivista che giustifica, incoraggia, loda ed esalta chi della loro città fa vergognoso scempio.
[exibart]
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Per Tirgi (nomi e cognomi no eh, solo merda):
Certo, se lo fa ottusamente.
In un paese di merda come questo può capitare anche che chi difente la legalità e l'ordine sia appellato come ottuso. Nientemeno! Ad ogni buon conto: grande Exibart!
Eddaiii!!! Com'è che in una società neo-liberista come la nostra, la concorrenza fa male? Forse questo articolo è una risposta rancorosa alla mancata segnalazione di Exibart.onpaper su NextExit? Avete deciso di attaccare tutte le altre testate, invece che occuparvi d'arte? Questa rubrica "speednews" è il meglio del gossip che sapete produrre su web: ci mancherebbe un clone su carta!!! vai Exibonpaper
C'è una bella differenza tra che deturpa i monumenti e chi dipinge sugli autobus....Volete accorgervi che le cose sono cambiate? La televisione, la pubblicità e Maria de Filippi ci hanno reso aggressivi, la creatività non si può limitare ad una educazione che oltretutto non ci è mai stata data....c'è che butta la carta per terra e c'è chi scrive su un muro...chi è senza peccato....
La migliore frase su un muro di ROMA: " 2 parole: a zozza"
artax: graffiti / aerosol art / photo / design
http://www.zerolab.net
la parola con la "G" fomenta sempre.
Quanta ignoranza le ruota intorno.
Ho letto talmente tanto contro la parola con la "G" che...ho smesso di leggere.
la situazione è molto piu' semplice di quanto prospettato nella rivista e relativi commenti;basta ricordare che Vespasiano è stato il benemerito inventore degli orinatoi prtanto spariti nella stupenda città di Roma in contropartita abbiamo ora "la città latrina" con buona pace degli urbanisti che si dedicano al miglioramento dell'arredo urbano ed alla sottospecie di queste riviste che probabilmente vivono pure della sovvenzione pubblica.
orrore! vandali!
ma ......sbaglio o su questo sito si è parlato molto ( http://www.exibart.com/notizia.asp?IDCAtegoria=57&IDNotizia=4388 ) anche di questi nomi .....
Jean-Michel B A S Q U I A T
Keith H A R I N G
(ma si potrebbe fare un bel listone!)
anche loro imbrattavano i muri...
solo che voi ne avete parlato dopo che sono diventati famosi...
poco male, evidentemente non siete proprio dei talent scout...
...e infatti lo spazio lo abbiamo dato anche a te, come a tutti. Qui si può. Hai dubbi che chi leggerà l'articolo si perderà i commenti in calce?
Sono molto arrabbitao per quello che avete scritto in questo articolo. Keith Haring non era un vero writer. è uno che ha elaborato uno stile che si riferiva anche al graffitismo urbano, ma che nasceva all'interno di facoltose accademie d'arte. Infatti ha sempre preferito lavorare su carta o a limite con i gessetti sui cartelloni neri che ricoprono gli spazi pubblicitari sui muri tra una concessione e l'altra. in realtà l'unico valore che riconoscete all'arte è quello economico, paragonando la scritta sui muri a un furto. questo ovviamente misconosce totalmente la natura dell'arte, che invece è libera espressione. e se questo comporta il distaccarsi dalla comune esaltazione della proprietà privata, che ci ha rotto..., bene! IO NON SONO D'ACCORDO CON VOI. posso capire la difesa dello spazio, il confine, il territorio, che è una realtà fisica ed oggettiva. ma non posso ACCETTARE la difesa di un proprio campo visivo, il cui piacere alla vista è soggettivo. dunque ognuno si crei il campo visivo che più gli aggrada e se non volete che succeda un macello, come succede con i manifesti elettorali... LASCIATE SPAZIO ANCHE AGLI ALTRI.
siete veramente dei poveracci. non vedete l'arte neanche se ve la imboccano con un cucchiaino. siete rimasti all'età della pietra. Ormai sembra che non è illegale solo fare i graffiti ma anche dire "a me piacciono". Sapete che esiste ancora la libertà d'opinione? W urban W i graffiti