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E sono tre, a Milano. Massimo De Carlo apre la nuova sede di Casa Corbellini-Wasselman

di - 5 Febbraio 2019
Un nuovo avamposto per Massimo De Carlo che, dopo Londra e Hong Kong, decide di rinforzare la propria posizione nella sua città, aprendo la terza sede a Milano, dopo quelle di via Ventura e di Palazzo Belgioioso. In effetti, la voce girava in diversi corridoi già da un po’ di tempo ma solo adesso è arrivata l’ufficialità. La nuova MDC sarà a Casa Corbellini-Wassermann, in viale Lombardia 17, nei pressi dell’elegante Piazza Piola e c’è da scommettere che l’influsso di questo nuovo attore si farà sentire su tutta l’area.
La curiosità è alta anche per i restauri della dimora storica, progettata agli inizi degli anni Trenta dal celebre architetto Piero Portaluppi. I lavori, condotti secondo criteri filologici e conservativi, sono stati curati dallo Studio Binocle – che era già intervenuto nel 2016, per l’apertura del neoclassico Palazzo Belgioioso – con la consulenza di Antonio Citterio, realizzati con la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Milano. Abbandonata nel 2001, Casa Corbellini-Wasserman è stata prima una casa privata e poi un ufficio e la ristrutturazione ha restituito al suo antico splendore la struttura architettonica originale, le sue decorazioni e i materiali di pregio, come la moltitudine di tipologie di marmo che arricchiscono gli interni e le facciate del palazzo. Insomma, un contenitore esuberante, che inevitabilmente orienterà le scelte espositive. Venerdì 22 e sabato 23 febbraio, la galleria aprirà le sue porte per svelare i propri spazi, tra i più alti esempi dell’architettura razionalista milanese.
Per la prima mostra si dovrà aspettare venerdì, 8 marzo, quando la programmazione espositiva avrà inizio, con un gradito ritorno. Sarà infatti Francesco Bonami, insieme a Massimo De Carlo, a curare “MCMXXXIV”, mostra che guarda alle influenze estetiche del periodo storico della creazione dell’edificio, presentando una serie di opere realizzate da artisti italiani tra il 1930 e il 1940, in dialogo con due diverse generazioni di artisti contemporanei. Tra i presenti, Fausto Melotti e Antonietta Raphaël, Pietro Roccasalva e Andra Ursuta, Adolfo Wildt, Felix Gonzalez-Torres e Rudolf Stingel.

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