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Ecco le mostre di Sgarbi a Milano. E per il futuro un coordinamento con le fondazioni…

di - 24 Gennaio 2007

Un coordinamento tra le varie fondazioni d’arte milanesi e l’attività culturale pubblica, a partire dal mese di aprile 2009. È l’auspicio – o forse la certezza – espresso dall’assessore milanese Vittorio Sgarbi nel corso di una conferenza tenutasi nei giorni scorsi, in cui è stato presentato il programma espositivo per questo primo scorcio del 2007. Alla quale è appunto seguito un forum con i rappresentanti delle fondazioni d’arte milanesi e lombarde, per lanciare il progetto di coordinamento tra le varie attività di ogni singolo ente, affinché le diverse espressioni della creatività della città di Milano possano trovare la loro massima realizzazione nell’ambito di un progetto comune, che prenderà il nome di Babele – I linguaggi e le forme della città futura. Ricco il programma espositivo presentato, che fra i primi appuntamenti vede le mostre “Paul Klee. Teatro magico“, “Nefer. La donna nell’ Antico Egitto” e “Wassily Kandinsky e l’Astrattismo in Italia. 1930 – 1950”.

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Il programma completo delle mostre milanesi fino a maggio 2007

[exibart]

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  • se l'idea di coordinamento sarebbe buona i contenuti culturali fanno ridere: l'astrattismo? ma torniamo un secolo indietro?

  • Spero che non siano come la Mostra su Andrea Mantegna che ho visitato a Padova e che mi ha deluso moltissimo. Poco spazio per gustare le opere, poche opere dell'autore peraltro illuminate molto male. Una vera delusione. Viene il dubbio che sia stata fatta solo come operazione pubblicitaria per fare soldi. peccato. Sgarbi mi ha deluso molto. Saluti Chiara grossi

  • Direi invece che ci sono segnatamente due iniziative degne di nota: la prima è proprio la mostra dei writers (che gaudio per i puristi, in estasi non si sa mai con quanta competenza di fronte ad un quadro...), e che si svolgerà proprio a ridosso del MiArt2007, con il corollario dello spettacolo Graffiti Sinfonici proposto dall'Associazione Ambrosia di Milano. Innanzitutto perchè è abbastanza chiaro che ci sia differenza fra la scrittaccia sul muro sotto casa e un graffito (basta avere un po' d'occhi -ma per chi china la testa sulle ventitrè con aria critica per osservare una cartolina in tricromia forse non è lampante...), e poi perchè ingabbiare il Leoncavallo entro canoni borghesi è la stravittoria di Sgarbi, arrivato dove questorie prefetti nulla o quasi hanno potuto. Sono artisti, facciano gli artisti: pensino ai salotti e alle gallerie.
    la seconda è grandiosa: una personale di Luigi Serafini al PAC. Perchè Serafini, anche senza la meraviglia del Codex Seraphinianus, è il più grande artista contemporaneo, un raffinatissimo umanista e uno sbeffeggiatore come pochi delle manie degli esseri umani, come quando propose i Bovindi 1-6 in piena epidemia di encefalopatia spongiforme bovina.
    [N.d.A.:Data la sua notoria passione per le uova, vorremmo lanciargli (ma forse gli telefono che è meglio), una proposta: perchè non lo rifai con l'aviaria?
    I tuoi pulcini doppiotti clonati con il Galgallina possono servire perfettamente alla bisogna. E sono anche meglio di un Tamagotchi.]
    Perciò un plauso a Sgarbi per la sua lungimiranza, che speriamo si estrinsechi anche nel convincere il nostro sindaco a comperare le opere di Serafini.
    Anzi, togliamo Oldenburg dalla Stazione Cadorna e mettiamoci, mah, chessò, l'uomo stilografica del Codex che scrive Proust.
    Dal Codex Seraphinianus, of course.

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