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Emergente e sperimentale, con un occhio alla storia. Il nuovo anno della GAMeC di Bergamo

di - 23 Gennaio 2019
Dalla pittura al video, dal gender al femminismo, con uno sguardo particolare sull’arte emergente e sulla sperimentazione. Si annuncia così il secondo anno alla GAMeC di Lorenzo Giusti che, subentrato ufficialmente nel gennaio 2018 a Giacinto Di Pietrantonio, ha dato subito il suo imprinting al nuovo percorso, pur continuando sulla prudente strada della continuità. E non poteva essere altrimenti, visto che il sodalizio tra Di Pietrantonio e il museo bergamasco durava da 17 anni, un lungo periodo durante il quale la GAMeC si è affermata come uno dei principali punti di riferimento per il contemporaneo in Italia.
E così il 2019 sarà all’insegna del nuovo, con un fitto programma di mostre e progetti che spiccano anche per l’anagrafe degli artisti coinvolti: Oscar Giaconia (Milano, 1978), Jacopo Miliani (Firenze, 1979), Driant Zeneli (Shkoder, 1983), Luke Willis Thompson (Auckland, 1988). Nonostante l’aggettivo di contemporaneo sia più che qualificante, si tratta pur sempre di un museo e, quindi, di un luogo dalla vocazione storiografica. Allora, spazio anche a Jenny Holzer (Gallipolis, 1950) e Birgit Jürgenssen (Vienna, 1949-2003).
Il 17 gennaio sono stati già presentati i tre progetti a cura di Sara Fumagalli e Valentina Gervasoni. Nello Spazio Zero, fino al 24 febbraio, sarà visitabile “Hoysteria”, prima personale di Giaconia in un’istituzione museale italiana, una ricognizione sulla sua più recente produzione pittorica. Mentre nella Sala Proiezioni sarà possibile vedere When Dreams Become Necessity, la trilogia video di Zeneli, artista chiamato a rappresentare l’Albania alla prossima Biennale di Venezia. Continua inoltre la partecipazione della GAMeC ad Artists’ Film International, network dedicato alla videoarte che, dal 2008, coinvolge alcune tra le più importanti istituzioni d’arte contemporanea internazionali. Per l’undicesima edizione della rassegna, incentrata sul tema del gender, le curatrici Fumagalli e Gervasoni hanno invitato Miliani, che ha presentato presente due opere video che rielaborano le tematiche trattate nel film Teorema di Pier Paolo Pasolini.
Inaugurerà il 7 marzo la prima grande retrospettiva in Italia dedicata al lavoro di Jürgenssen, tra le artiste più significative dell’avanguardia femminista internazionale. La mostra, a cura di Natascha Burger e Nicole Fritz, in collaborazione con l’Estate Birgit Jürgenssen, la Kunsthalle Tübingen e il Louisiana Museum of Modern Art, offirà uno sguardo esaustivo sulla sua intera produzione, attraverso oltre 150 opere realizzate in quarant’anni di ricerca, tra disegni, collage, sculture, fotografie, rayogrammi, gouache e cianotipie.
Dal 30 maggio al primo settembre, Palazzo della Ragione, nel cuore della Città Alta di Bergamo, tornerà a essere sede esterna della GAMeC, per il progetto dedicato a Jenny Holzer, a cura di Lorenzo Giusti. L’artista americana presenterà al pubblico un’imponente installazione multimediale appositamente ideata per la prestigiosa Sala delle Capriate, mettendo in dialogo la poetica sovversiva dell’artista e l’architettura dell’edificio medievale.
Sempre il 30 maggio, la GAMeC ospiterà anche la personale di Luke Willis Thompson, finalista dell’edizione 2018 del Turner Prize. Per la mostra, a cura di Edoardo Bonaspetti, “Guest Curator” della prima edizione di un nuovo progetto espositivo promosso nell’ambito del Premio Lorenzo Bonaldi per l’Arte-EnterPrize, Thompson presenterà un corpus di lavori appositamente concepito per lo Spazio Zero del museo.
In contemporanea sarà in visione Libera, il secondo progetto del ciclo La Collezione Impermanente, piattaforma che si propone di fare della collezione del museo uno strumento di attivazione di memorie e di coinvolgimento del pubblico attraverso l’utilizzo di diversi format espositivi. La mostra sarà l’occasione per presentare un nuovo nucleo di prestigiose opere di autori come, tra gli altri, Jean Arp, Christo, Berlinde De Bruyckere, Sol LeWitt, Giuseppe Penone, Ettore Spalletti, Emilio Vedova e Andy Warhol. Tutte confiscate alla criminalità in Lombardia dall’Agenzia Nazionale e trasferite al Comune di Bergamo per volere del Segretariato Regionale del Ministero per i beni e le attività culturali.
Chiuderà la stagione 2019 la mostra personale di Francesco Gennari (Pesaro, 1973), nata dalla collaborazione tra Accademia Carrara e GAMeC e incentrata sul tema dell’autorappresentazione.
In home: Driant Zeneli, Some Say the Moon is Easy to Touch…, 2011. Still da video (part.) Courtesy l’artista e prometeogallery di Ida Pisani, Milano/Lucca

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