Ennesima si apre alla Triennale. E l'arte italiana assume una forma: senza white cube, e con pieno di pubblico
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Le immagini mi ricordano il Padiglione Italia di Vittorio Sgarbi del 2011, appena prima che le stanze si riempiano o appena dopo che abbiamo iniziato a svuotarle. La riflessione di De Bellis è di una superficialità lancinante: l'arte italiana è caratterizzata dalle immagini????????? Non dalle figure???? Ma cosa vuol dire????Quindi? Perché le altre arti non lo sono????? Questo totale vuoto di pensiero è la condanna dell'occidente a cui bisogna reagire.
Solo in italia, ogni 3-4 anni, qualcuno sente il bisogno di queste ricognizioni, abbiamo questa mentalità del campo di concentramento: "voi sì, voi no". Ci piace escludere i nostri connazionali, mai viste mostre di questo tipo in altri paesi. Poi ci vogliono due curatori per fare la solita selezione della serva? E bisogna anche pagare il biglietto. Il problema è della Triennale che permette questi progetti e di un paese totalmente indifferente a tutto questo. Queste mostre sono il sintomo e la causa del loop inutile, autistico e anacronistico dell'arte italiana degli ultimi anni. Ci sono ormai più critici e curatori che artisti, sicuramente sono più famosi degli artisti della stessa generazione. Una preponderanza quasi imbarazzante verso la Galleria Zero e De Carlo.