Incredibile, ma vero. In un paese in cui gli stacchetti dei quiz preserali somigliano a visite ginecologiche e perfino le pubblicità dei lassativi si fanno con tette al vento, c’è ancora qualcuno che si ricorda del caro, vecchio comune senso del pudore. E che si fa quando ad oltraggiarlo sono due artisti? Semplice: si chiama la forza pubblica e si procede allo “sgombero” dell’opera.
È accaduto a Torino domenica scorsa, nel corso di “Art bubbles”, estemporanea realizzata con il supporto della Bjcem (Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo, da poco tenutasi a Napoli) e della biellese Fondazione Pistoletto.
Teatro dell’episodio piazza Madama Cristina, a ridosso del quartiere San Salvario, che proprio luogo da eremiti ed educande non è. Protagonisti involontari dell’incidente Moio & Sivelli, estrosa coppia di videomaker campani specializzati in studi d’etologia umana condotti preferibilmente tramite candide fanciulle senza veli. Pietra dello scandalo il loro Ensnaring, short-movie che spia dal buco della serratura –o meglio da un forellino sulla vetrina della galleria napoletana Blindarte- la loro modella-feticcio, Mouse, mentre, nuda come mamma l’ha fatta e arrampicata su tacchi vertiginosi, giochicchia e ballicchia come una bimbetta svampita, con tanto di treccine. Tutto qui. 56 secondi velati d’ironia (oltre che dal gioco del vedo-non vedo del vetro annebbiato).
Per qualche Catone di passaggio, invece, pornografia allo stato puro, da far drizzare… i capelli in testa. La scusa? Sempre quella: “I bambini ci guardano” (ma se è per questo guardano pure “La talpa”). Inizia così il passaparola e, dopo il dagli all’untore di prammatica, l’epilogo è, prevedibilmente, collodiano: spuntano le divise (di ben due tipi) che, gentilmente, invitano i due mascalzoncelli a censurare il filmato. Risultato? Un’ora dopo la prima proiezione, all’ombra della Mole Ensnaring viene sostituito da Whatever you like!, tra le scuse degli incolpevoli organizzatori e con la pruderie sabauda che trionfa sulle piccole, innocenti provocazioni dell’arte.
Vittoria su tutta la linea? Insomma… perché, a dirla tutta, il richiamo sessuale sembra molto più esplicito in quei babà ficcati a forza in bocca agli imbarazzati avventori degli Arsenali di Amalfi, piuttosto che nel corpicino della performer inglese. Whatever they like… (a. p.)
[exibart]
A Palazzetto Tito, fino al 15 febbraio 2026, la Fondazione Bevilacqua La Masa dedica una mostra monografica a Luigi Voltolina,…
All’Abbazia di Valserena, a Parma, una selezione di materiali d’archivio restituisce gli anni formativi del linguaggio di Giorgio Armani attraverso…
Aste, fiere e musei: così Beeple, Tyler Hobbs e Larva Labs raccontano l’evoluzione dei nuovi media nel sistema dell’arte
L'antologica diffusa in tre città umbre restituisce la complessità di Mimmo Paladino come artista errante tra materia e mito. Un…
Pioniera del ritratto e dell’autoritratto, Catharina van Hemessen è stata una delle prime donne pittrici del Cinquecento europeo. Una mostra…
Durante la chiusura di Beaubourg, il Centre Pompidou rivede il suo accordo con il Grand Palais, rinunciando a una parte…
Visualizza commenti
ogni curatore vorrebbe vedere alcuni dei suoi pupilli, se non tutti, dietro le sbarre
in fondo
grazie per la segnalazione
si Alex, qui non va certo meglio...e poi qui non puoi vedere le gesta dei nostri leoni zebrati!!!
mi associo alla solidarietà e soprattutto geniale la soluzione adottata dagli artisti
comunque alex, tornare a milano non è una grande idea, dalla padella alla brace...
tutta la mia solidarietà........se questa è la capitale dell'arte contemporanea siamo a posto....quasi quasi me ne torno a milano....
Stupisce rispetto alla gravità dell'episodio di autentica intolleranza cui ho assistito a Torino la reazione degli "aspiranti" artisti su questo Forum. Anzichè una fiera o solidale difesa della libertà di espressione che costituisce il terreno comune di tutti gli amanti dell'arte oltre che degli artisti leggo reazioni indispettite, color verde bile, per l'involontaria pubblicità subita da Moio&Sivelli. I personaggi in cerca di autore non sanno che non difendendo oggi la libertà dei colleghi, in futuro, se e quando partoriranno con dolore, saranno esposti al rischio di non essere visti, di non essere pubblicati e magari nemmeno se ne parlerà? Che di censura si sia trattato lo dice il fatto che dopo la polizia i curatori hanno imposto la rimozione di quel video e non di altri...
...purtroppo devo dire che in questo caso la redazione di Exibart o chi scrive per essa non mi é cara,
é chiaro che si arrampica sugli specchi.
Troppo dura con chi testimonia.
La notizia sembra non essere così fondata, anzi...
Inoltre rivela quanto siano inquinate alcune relazioni. Resta il fatto che é difficile mettersi in vetrina, far parlare di se,
soprattutto senza merito, ma forse questo non é il caso, e allora gli altri artisti presenti alla manifestazione? Perché non ci sono notizie?
Ignorante é chi ignora.
trovo del tutto fuori luogo queste polemiche.anche io ero presente a torino e ritengo che quel video non fosse adatto ad una proiezione aperta a tutti.mi sembra invece apprezzabile l'idea, per una volta, di portare l'arte in strada in maniera non banale, dando spazio a giovani artisti.molte le opere apprezabili e originali, forse messe in secondo piano da dal troppo risalto dato al video incriminato.
...certo gli errori-orrori di scrittura possono essere un problema...
se si può chiedere scusa per questo, io lo faccio.
ma quanto è superficiale, fuorviante e interessato chi lo fa senza prendere in considerazione i contenuti del commento in questione?
ero presente a Torino..
il mio è ed era solo un invito alla riflessione...
non mi piacciano queste manovrine!
difatti la pubblicità dei lassativi con le tette al vente non passa in tv, ma sui giornali. nella fattispecie, si tratta di uno yogurth (pubblicizzato in tivvù da una nota starlette), che vanta d'essere un autentico toccasana per l'intestino. ma se non leggete i giornali non prendetevela con chi, leggendoli, evita anche certi orrori di semianalfabetismo come "i" psicopatici o l'apostrofo puntualmente inserito dopo l'articolo "un".
ma quale solidarieta' tra artisti sono la maggior parte iene complessate.
MA un giorno capiranno.