Tra elogi e polemiche entra in vigore con il mese di Maggio il “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, vero fiore all’occhiello dell’interregno Urbani al Ministero della Cultura. Per chi volesse approfondire questa importante novità, con Il Sole 24 Ore di sabato 1 Maggio è in regalo un volumetto che riporta integralmente il Codice.
[exibart]
La Fondazione Accorsi-Ometto di Torino presenta la mostra "Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento", in programma…
Oltre cento opere ricostruiscono il percorso di Mario Schifano in una mostra dal taglio lineare. A seguire, una retrospettiva su…
Il caso dei mancati finanziamenti al documentario su Giulio Regeni apre degli interrogativi sul rapporto tra politica e cultura nella…
L’antologica al Museo Diocesano di Molfetta ripercorre l’intero percorso dell’artista, che indaga il dato pittorico come atto esperienziale e meditativo,…
Il festival Popsophia torna ad Ancona, dall’8 al 10 maggio, con un programma che esplora la malinconia contemporanea, tra cinema,…
Michela Lucenti rilegge le Fenicie di Euripide attraverso una danza di parole, voci e corpi: un racconto corale e attualissimo…
Visualizza commenti
Si consiglia di leggere molto attentamente il nuovo Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio poiché vi sono aspetti che hanno già generato allarme e forti proteste per la vera salvaguardia del nostro patrimonio di arte e civiltà. Tale allarme è più che giustificato ed è stato lanciato un po' da tutte le maggiori organizzazioni e associazioni nel settore dei beni culturali (da Italia Nostra, dall'Associazione Nazionale Storici dell'Arte,dall'Associazione nazionale insegnanti di Storia dell'Arte,dal sito http://www.patrimoniosos.it che riporta interventi di critici e commenti al nuovo codice da parte di studiosi di altissima qualificazione, e altre associazioni). Il pericolo per i beni culturali è che con una nuova gestione delegata anche alle Regioni non si capisce più a chi fare riferimento poiché le competenze dello Stato e quelle delle Regioni in merito non sono chiare. Bisogna leggere il nuovo Codice per rendersi conto di quanto sia inoltre pericolosissima la confusione tra tutela,conservazione, valorizzazione, fruizione, conoscenze e competenze istituzionali. Gli interventi del prof. Settis, Direttore della Scuola Normale di Pisa, molto critici in merito, e a ragion veduta, dovrebbero far riflettere su come in Italia la gestione dei Musei ai privati è contro la stessa Costituzione della Repubblica Italiana (art.9) che affida la tutela del nostro patrimonio culturale allo Stato e non ad altri soggetti, cioè ai privati.L'Italia non è l'America, il modello di gestione americano dei musei non può essere applicabile all'Italia. I privati ben vengano, con collaborazioni, ma non deve essere delegata a loro la gestione di ciò che è e deve continuare a rimanere pubblico. Riflettete Italiani, riflettete...e leggete...ma soprattutto studiate un po' di storia dell'arte, non fa male al cervello e rinforza la nostra salute mentale e la nostra identità. Solo così capirete che il nostro patrimonio culturale è la vera ricchezza che abbiamo, e che leggi confuse e inadeguate potrebbero distruggere secoli di civiltà. Purtroppo, volenti o nolenti, questa è la realtà. Gerardo Pecci, Storico dell'arte.