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Eppur si muove! il mondo dell’arte reagisce e chiama in causa Ornaghi. Al quale chiedono spiegazioni anche i sostenitori del MAXXI

di - 17 Aprile 2012
Per prima si è mossa la Consulta Arte Roma, chiedendo un incontro con il ministro del Mibac affinché spieghi pubblicamente le ragioni, e magari anche le dinamiche, che hanno portato al commissariamento più grottesco che si sia mai visto, annunciato alla stampa e non al MAXXI stesso. Poi si è svegliata anche AMACI, l’associazione che riunisce 27 musei d’arte contemporanea, giustamente allarmata non solo per il museo romano, per il quale rilancia con la richiesta di un incontro con Mario Monti e un nutrito manipolo di ministri, ma anche per la Fondazione Galleria Civica di Trento, che in comune con il MAXXI ha il particolare non da poco di essere liquidata (o sfiduciata, nel caso del MAXXI) dall’azionista di maggioranza. Poi ci sono le brutte storie del Pan e del MADRE di Napoli, di Riso di Palermo denunciate da AMACI.
E ora ci si mettono anche i sostenitori-donatori del MAXXI, riuniti nell’associazione I Live MAXXI, a chiedere conto di quanto sta accadendo, visto che in due anni hanno sborsato ben 800mila euro per aiutare il museo. E non sentono ragioni all’idea di aver buttato via i propri soldi. Che si aggiungono agli oltre 150 milioni di euro che il MAXXI ha macinato per aprire tra inciampi e stop and go durante i dieci anni di cantiere. Senza contare gli altri soldi, per lo più pubblici, spesi nei due anni di attività.
Poi è arrivata la petizione di Occupiamoci di contemporaneo, che taglia corto e chiede a Ornaghi di dimettersi. Mentre la stampa, specializzata e generalista, ha fatto quadrato intorno al museo.
Insomma, quello che doveva essere un semplice “atto dovuto” si è trasformato in un bel boomerang che picchia duro sul Ministero di via del Collegio Romano. Exibart, in prima fila fin dall’inizio, appoggia i vari appelli e richieste, non solo perché ci sta a cuore la sorte del MAXXI – ci manchebbe! – ma perché riteniamo che tutta la faccenda, senza escludere l’attenzione verso gli altri musei di cui il commissariamento del MAXXI è solo l’atto più eclatante, è squisitamente politica. E siamo stufi, oltre che imbufaliti, della superficialità, arroganza e incuria con cui la cultura, i musei, gli artisti, gli operatori del settore e tutti quanti credono in questa risorsa (una volta tanto parola non vuota e non ipocrita) sono trattati dalla politica in questo nostro Belpaese.

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