Una metarappresentazione di un’assemblea, nel luogo bolognese che più di ogni altro si presta a manifestazioni, cortei, e che negli anni ha significato per la città una serie di “scontri” tra gli usufruttuari dello spazio e i suoi abitanti: stiamo parlando di piazza Verdi, che oggi diverrà per la quarta e ultima azione degli Etcetera, il gruppo argentino vincitore della seconda edizione del Premio Arte Partecipativa, il terreno di scambio di Assemblea Infinita, readymade sociale della crisi, per scoprirne insieme, anche al pubblico, le possibilità inaspettate di un momento di aggregazione per trovare “soluzioni”. Una performance ambigua, carica di significato, nella quale saranno coinvolti gli stessi artisti e diversi altri attori in un gioco e in uno scambio continuo di ruoli «per riflettere insieme sulle forme dell’autogestione. I partecipanti saranno catapultati in una paradossale messa in scena di se stessi, del proprio Io individuale e collettivo, riflettendo sul potere politico e sociale di una controproposta che nasce dal basso, per recuperare il senso dei propri spazi, per esplorare i limiti di ogni entità politica e non solo, in una scenografia grottesca e surrealista che avrà al centro della piazza un “buco nero”, un vero e proprio spazio scuro che metaforicamente rappresenta l’inghiottimento di tutti i propositi che escono, quotidianamente, dalle modalità assembleari.
L’azione, aperta alla partecipazione della città di Bologna, fa parte del progetto C.R.I.S.I., acronimo di “Comune per la Ricerca Sociale Inclusiva”, che ha esplorato nei primi tre capitoli i diversi aspetti della crisi, dall’economia alla società fino all’ambiente, prendendo in esame anche i rapporti tra il centro e la periferia di Bologna.
Oggi, invece, ci si metterà di fronte a ciò che accade a fronte dell’impoverimento dei modelli di rappresentanza e di confronto democratico. In collaborazione con il collettivo universitario HOBO, dell’Assocaizione Oltre, il collettivo NOA e AfroBeat, gli Etcetera porteranno la luce sul “tòpos” dell’assemblea, con i suoi significati e i suoi stereotipi. E allora forza, come quarant’anni fa, nell’ormai rossa-sbiadita Bologna, tutti in piazza in assemblea! Dalle 17.30.