Ma chi l’ha detto che tutti i freepress sono effimeri, che si buttano dopo appena una sfogliata, al contrario delle sontuose riviste patinate? È un concetto giustificabile, certo, ma non per tutti. Ne è esempio Exibart.onpaper, giornale freepress, appunto, e attualmente principale “organo” d’informazione di tutto il mondo dell’arte italiana, e –cosa questa davvero rivoluzionaria- unico periodico che si occupa d’arte ad essere letto e seguito sistematicamente da universi non di settore: politici, intellettuali, amministratori pubblici, docenti, economisti, pubblicitari, businessman, trend setter, cinematografari.
Ma perché, dunque, Exibart è probabilmente l’unico freepress che non si butta via? Perché è l’unico ad essere archiviato e conservato in biblioteche statali, comunali, nelle università? Come dite? Per i contenuti sempre imperdibili, aggiornati, prestigiosi? Certo, ma questo è scontato. In realtà c’è un di più che invita i lettori a conservare, anzi a tesaurizzare il giornale. Avete finalmente capito? Exibart.onpaper è di fatto, e per ogni numero, una piccola collezione di opere inedite, con i lavori realizzati appositamente per il giornale e pubblicati all’interno. Che rendono la copertina – e anche molte pagine interne – un vero e proprio multiplo d’artista tirato in 30mila copie. La copertina, l’opera di Gea Casolaro (rubrica Geagrafie), l’opera di Laurina Paperina per la sua rubrica, il lavoro di Fausto Gilberti per la rubrica artcondicio, l’illustrazione di Bianco-Valente per la rubrica di Marco Senaldi e infine l’intervento inedito d’artista nella rubrica pressview.
Insomma ogni santo numero è una piccola collezione manco tanto piccola visto i nomi degli autori coinvolti. Una collezione che, chissà, nel tempo potrà rivalutarsi come ogni collezione. Altro che usa e getta…
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pensandoci bene, io le ho tutti! ...a parte il num 3, che per qualche motivo mi è scappato.
Exibart me lo può inviare (vendere)?...
Poi metto la collezione in vendita. Non voglio mica aspettare che la rivista muoia per farlo!!!
vabbeh bravi e bravissimi, ma non faccaimone troppa fuori dal vaso...