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Forum dell’arte contemporanea. Partire dalla formazione per cambiare lo stato delle cose. Pensieri e idee dai primi tavoli di lavoro a Prato

di - 26 Settembre 2015
Sono presentati da Anna Daneri i risultati dei primi tavoli di lavoro del Forum dell’arte contemporanea di Prato. E come giusto che sia, si inizia a lavorare sulla “formazione” degli artisti.
Percorsi e modelli scolastici, accademie di belle arti, il ruolo professionale e culturale di critici e curatori, così come il ruolo sociale dell’arte sono alcuni dei punti su cui si riflette durante la prima giornata.
C’è, condivisa e condivisibile, l’idea che la formazione della cultura non possa più avvenire “dall’alto”, ma che vadano riscritti i metodi didattici, con docenze “orizzontali” e non cattedratiche.
Prima di proseguire, però, c’è da fare una precisazione: per ora si tratta di confronti, di ipotesi, di punti di incontro e fratture, e a chi domanda come poter mettere nero su bianco queste idee e dove proporle (al Miur, per esempio?) si deve rispondere che la soluzione – ammesso esista – deve prima di tutto essere condivisa dalle parti che per questi tre giorni si confronteranno qui. E che dovranno, ove possibile, trovare un modello di azione applicabile a una reale proposta.
Giusta l’osservazione di Marcella Anglani, docente all’Accademia di Belle Arti di Milano, che rimarca un’assenza di coloro che dovrebbero essere i veri protagonisti quando si parla di didattica: gli studenti.
Buone le idee di creare un centro di ricerca permanente, che metta a fuoco percorsi atti a trovare percorsi di riferimento (sul modello di un Erasms plus), e anche la necessità di ampliare esperienze curatoriali e workshop nelle materie di studio, seguendo il modello dei crediti formativi.
C’è, insomma, la volontà di avvicinare sempre di più l’arte al mondo del lavoro, per evitare gli scollamenti dalla realtà che subiscono i giovani al termine del loro ciclo di studi.
A monte di questo, poi, la proposta è anche quella di inserire nel contesto didattico materie a carattere sociale (che parlino di rivoluzione femminista così come di filosofia politica), inserendo insomma quell’attualità che spesso è ancora lontanissima dalle scuole italiane.
Ma siamo sempre lì: per far sì che la storia dell’arte diventi “trasformazionale”, per avere una “ragione che desidera e un desiderio che ragiona” e “capitalizzare la curiosità”, c’è bisogno di investimenti sociali ed economici: lo dice chiaro e tondo anche Lucilla Meloni, critica e docente all’Accademia di Carrara, che rimarca: «L’Accademia gode di ottima salute, per quanto riguarda l’insegnamento del contemporaneo, ma non è possibile immaginare altri futuri se non ci sono volontà politiche e dunque fondi. Vi è una natura prettamente economia rispetto a quello che viene destinato all’università».
C’è poi, grave, anche la questione del “lavoro volontario”, tirato in ballo dalla coordinatrice del tavolo “Percorsi e Modelli formativi per gli artisti”, Elvira Vannini, ovvero quella formazione – spesso anche profonda – che porta però, come osserviamo quotidianamente, ad una professione e professionalità non retribuita e dunque non riconosciuta. Per Angela Vettese uno dei problemi da iscrivere a questa somma di punti è anche la mancanza, tutta italiana, di percorsi post laurea (dottorati, PhD) che contribuiscano realmente all’inserimento di un artista in un contesto: «Veri e proprio periodi di apprendimento pratico, più che teorico. Che non è detto portino ad un “inserimento” nel mondo del lavoro. In fin dei conti chi sceglie di fare l’artista si assume il proprio rischio di impresa».
Un buon modo quello di iniziare il forum partendo “dal basso”, specialmente perché la comunità – a Prato, in queste ore – ha anche bisogno di compattarsi. E quale argomento migliore di un “trascorso” da tutti condiviso?

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  • Tutte cose giustissime sulla formazione, al forum le criticità sono tre:
    - formazione del pubblico (NON EDUCAZIONE ma creazione di uno spazio di opportunità dove ricercare , se esiste, un valore condiviso dell'opera, missione impossibile ma che trova valore nel suo farsi)
    - formazione degli artisti
    - contare con una raccolta firme coloro che amano il contemporaneo in italia

    Ma le persone che oggi parlano di formazione, dove erano ieri?

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