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Fotografia o pittura? Forse non importa. Al via il nuovo Festival PhC di Capalbio, sulla scia delle immagini all’epoca della “democrazia” digitale

di - 29 Marzo 2013
A cura di Marco Delogu e promosso da Maria Concetta Monaci, il Festival della Fotografia di Capalbio, in provincia di Grosseto, torna domani per la sua quinta edizione, a raccontare perché, ora più che mai, con l’evoluzione delle tecniche digitali, tutti siano diventati un po’ fotografi. Un tema non propriamente politically correct, che indaga anche lo statuto di opera d’arte dell’immagine, rischiando di far naufragare certezze e sguardi “finiti” intorno alla vita delle icone nell’epoca della loro riproducibilità non solo tecnica, ma anche virtuale. Con la partecipazione di Tod Papageorge, Chris Killip, Graciela Iturbide, Don McCullin, Paul Fusco, Marco Delogu, Giosetta Fioroni, Paolo Ventura, Karmen Corak, Alessandro Dandini de Sylva, Dione Roach, Eli Geller, Simone Mauro, Francesco Minucci, Attilio Navarra, Hyena, Manfredi Gioacchini, Gianni Mascolo e David Schivo “Photography or painting?” , questo il titolo del tema del festival di quest’anno, vuole essere una indagine in parallelo tra la nascita dalla storia dell’arte, dall’inizio della fotografia, verso le nuove tecniche pittoriche e fotografiche.
«Il digitale ha messo in atto l’esigenza di capire perché si fanno fotografie, e questa esigenza porta diretta a una nuova tradizione, lontana dal “pittorialismo fotografico” dell’inizio del novecento, ma molto più incentrata su una genesi storica delle immagini e una costruzione complessa che passa per un’approfondita ricerca di materie e tecniche, senza scadere nella retorica dell’antico. Nasce così in modo spontaneo il guardare a tutta la tradizione visiva contemporanea e dei secoli passati da parte di molti fotografi, nascono lavori comuni tra artisti che utilizzano diverse tecniche, e la fotografia diventa il mezzo finale di infiniti pensieri di rappresentazione» scrive Delogu nella sua presentazione alla kermesse.
Inoltre, per radicare il festival sul territorio, Capalbiofotografia porta in scena il premio Giovani Talenti, con la presentazione del progetto Play di Francesco Minucci, vincitore della seconda edizione 2013, nella chiesa dei Bigi di Grosseto.
«Partire con Killip, Papageorge, Fusco, McCullin e la Iturbide sottolinea due punti: la volontà di legare la fotografia classica alla fotografia contemporanea; e attribuire alla fotografia d’autore, che scaturisce solo da un forte bisogno personale senza incarichi alle spalle, un valore fortissimo che abbatte il muro della divisione tra artisti e fotografi». E così si resta sospesi tra la domanda più intrigante, e che forse ormai risulta solo essere un pretesto per indagare da vicino la forma delle immagini. Pittura o fotografia? Ma a questo punto, importa davvero? O è necessario, più che altro, individuare la la direzione che prende la vita delle immagini, con i suoi riferimenti e substrati della cultura?

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