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Cosa ci voui fare, siamo un paese ormai arretrato, forse agonizzante, tutti (e voglio proprio dire tutti) ci stanno superando alla grande in qualsiasi capo, e chi informa ci vuol fare credere che ancora siamo tra i migliori. Esistono ancora immagini dure? Dopo che Serrano, Whitkin e molti altri, giá piú di dieci anni fa ci ha spiattellato la morte in faccia con tutta la sua crudezza, dopo che i giovani inglesi hanno fatto quello che hanno fatto, o "meglio" ancora dopo aver visto la diretta di un'esecuzione, o aver assistito all'estrazione di decine di cadaveri sotto le macerie di un bombardamento israleiano a beirut, esiste ancora l'arte che provoca shock? Io personalmente lo "shock" lo incontro tutti i giorni anche dentro casa "accendendo la statola luminosa". Il problema vero é che i critici e i giornalisti attuali non riescono a stare al passo con i tempi, per questo ogni tanto escono qualcosa a caso dal congelatore, ma spesso é giá scaduto.
perché si grida al sensazionalismo, alla bufala e alla volgarità grottesca per quegli artisti che riescono ad esprimere, in maniera tanto violenta, stati d'animo di difficile espressione? Dovremo quindi chiamare £bambolotti" anche quelle più "tranquille" (?) di Duane Hanson? Penso che si rasenti il ridicolo nell'indire addirittura un sondaggio ... il cui responso potrebbe quindi decretare se Mueck è veramente un artista? Trovo molto triste insigni settimanali ricorrano a simili meschini strumenti mettendosi alla stessa stregua di banali riviste da ombrellone o da parrucchieri ...
Ma Eugenio!!! Non siamo più nell'età della pietra!!! Chi se ne frega se le opere le fa lui o no? Ti pare che Rubens si dipingesse i suoi quadri? O solo li ritoccava? Studia un po' di più!!
Comunque meglio 1000 Meuck che 1 di quegli idioti che scrivono stronzate sui loro giornaletti... e fanno sondaggi stile Novella 2000... "c'è l'ha più grosso l'opera di Mueck o Koons mentre si chiavistella Cicciolina?"
Mueck se non altro è uno scultore -artigiano, che realizza da sè le sue opere, con una metodica tecnica paragonabile solo a quella degli artisti del rinascimento.
Ma ovviamente l'esigenza di spiazzare, di meravigliare, di creare giganti che invadono, o nanetti che inquietano, rientra in una logica di mercato in cui non conta l'opera ma la sua spettacolarizzazione grottesca, il sistema dell'arte è ormai autocelebrativo. E' lo spazio museale conta più dello spazio mentale.
secondo me di interessante c'è da notare che in inghilterra passano l'estate a discutere e a confrontarsi sulle riviste nazionlpopolari su un artista contemporaneo, da noi, con forse l'unica eccezione dei bambini impiccati di Cattelan, al massimo ci sorbiamo la personalissima guerra di Sgarbi per mettere in ridicolo i sovrintendenti sull'affair Mantegna-Cristo morto. I quali ora stanno tutti a chiedersi che cavolo ci stanno affà.