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Giovani artisti per Lecce cercasi. Il Salento abbraccia “CreArt”, progetto europeo in vista del 2019. Tre domande al Direttore Artistico Lorenzo Madaro

di - 28 Novembre 2012
“CreArt – Network of cities for artistic creation” è quello che si potrebbe definire un progetto di rete europeo intorno alla valorizzazione della creatività e dell’arte contemporanea, in vista della candidatura di Lecce a Città Europea della Cultura 2019. Messo in atto dalla Fondazione comunale per la cultura della città spagnola di Valladolid, il progetto metterà in relazione 14 città europee. Lecce ha risposto all’appello, e fino al 14 dicembre -termine ultimo per la consegna delle iscrizioni al bando del progetto- saranno aperte le possibilità di partecipazione per tutti gli artisti interessati, che saranno poi selezionati e i cinque finalisti esporranno nelle sale dell’ex convento dei Teatini. Abbiamo rivolto le nostre tre domande a Lorenzo Madaro, Direttore artistico e consulente esterno della manifestazione, organizzata dal comune di Lecce.
Com’è nato il progetto CreArt e cosa porterà a Lecce? A parte le collaborazioni e i workshop resterà qualcosa di “materiale” in città?
«CreArt è un progetto europeo nato per promuovere e sostenere mediante un network di energie virtuose la giovane creatività artistica. È stato promosso dal Comune di Lecce nell’ambito dei progetti curati dall’Assessorato alle Politiche giovanili e dal Settore programmazione strategica e comunitaria, in collaborazione con numerose realtà europee, anzitutto il Comune di Valladolid, che coordina il tutto. Pertanto nasce da una precisa volontà dell’istituzione di selezionare i giovani talenti del territorio, per poi allestire una mostra e incrementare il dialogo con altre realtà, anche attraverso una serie di attività che caratterizzeranno questo percorso corale. Anche per questo insieme all’Assessore Alessandro Delli Noci e al Dirigente del Settore Cultura del Comune di Lecce, Nicola Elia, e a Annalisa Nastrini, che collabora con il Settore programmazione comunitaria, abbiamo incontrato gli studenti dei licei artistici e dell’Accademia di Belle Arti, poiché CreArt mira altresì a scovare i giovani talenti nei luoghi della formazione artistica, oltre che naturalmente negli ambienti più alternativi della scena territoriale, auspicando anche un coinvolgimento di quei giovani che da qui sono partiti per confrontarsi con altre aree geografiche e culturali.
CreArt andrà avanti per cinque edizioni, alla fine di ogni step sarà pubblicato un catalogo che documenterà tutte le fasi di realizzazione del progetto, i profili degli artisti finalisti e un mio testo critico dedicato alle opere selezionate. Inoltre agli artisti finalisti sarà chiesto di donare un’opera alla città: in tal modo sarà implementata la collezione del Comune con uno sguardo aggiornato sulle giovani emergenze dell’arte».
Che spazi saranno utilizzati a Lecce per CreArt? Su cosa sta puntando la città nella candidatura di capitale europea delle cultura 2019?
«Lo spazio destinato dall’Amministrazione Comunale alla prima edizione di CreArt è l’ex Convento dei Teatini, un contenitore culturale localizzato nel pieno centro della città che negli ultimi anni è stato molto utilizzato per le attività espositive. A seconda dei progetti che giungeranno, l’Amministrazione valuterà nello specifico quali ambienti destinare alla mostra, visto che l’ex Convento è composto da due piani, entrambi molto capienti. Per quanto riguarda la candidatura di Lecce a capitale europea della cultura 2019, da osservatore esterno posso dire che ci sono moltissimi progetti in cantiere. Negli ultimi mesi si sono svolti numerosissimi appuntamenti legati a questa prestigiosa candidatura, molti dei quali dedicati alle arti visive. Tra i numerosi step che si sono registrati in tal senso vi sono anche le attività promosse nel neonato museo cittadino, il MUST, che ha una connotazione degna di grande interesse per la qualità dei suoi ambienti e per la varietà delle situazioni e delle mostre che sta ospitando e che ospiterà».
Credi vi sia un medium privilegiato dell’arte per raccontare questa “condivisione” anche di geografie che CreArt metterà in scena con le altre realtà europee?
«No, quando penso a un momento di confronto e di condivisione penso anche all’utilizzo di tutti i media. E anche su questo punto come direttore artistico di CreArt ho discusso con gli allievi e i docenti degli istituti artistici che abbiamo incontrato: sarebbe auspicabile un confronto tra diversi linguaggi, dalla fotografia al video, dalla pittura all’installazione, al disegno».

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