“La tematica di quest’anno, “I Segni dei sogni”, – recita la nota ufficiale – intende rimarcare i “segni” che sono stati impressi nella città nel corso della sua storia, ma anche i “sogni” realizzati; un’utopia resa reale dalla riappropriazione di ampie parti del territorio cittadino e dalla riapertura di siti e monumenti”. Quali sono, allora, questi Lazzari destinati a risorgere nel mese delle rose? Il Cimitero delle Fontanelle (che avrebbe dovuto riaprire già nel 2005), la Torre del Beverello in Castel Nuovo, il teatro San Ferdinando, l’auditorium della sede Rai (già “restituito” qualche mese fa), le stazioni d’arte della metropolitana (quotidianamente zeppe di viaggiatori), il pontile di Bagnoli (protagonista di una “storia infinita” sulla quale pende una selva di carte bollate e punti interrogativi), la parte ristrutturata del Real Albergo dei Poveri (enorme “fabbrica di San Pietro” in salsa napoletana), il Museo dell’Opera di San Lorenzo (già a pieno regime da dicembre).
Insomma, cosa c’è di veramente nuovo sotto il sole? Ma, soprattutto, cosa c’è di veramente importante?
Tutto e niente, si direbbe, a scorrere i sei fine settimana previsti dal 28 aprile al 4 giugno, ennesima riproposizione di motivi e stereotipi già ampiamente sfruttati, quali il mare, la devozione popolare, i misteri cittadini, il lotto, Pulcinella e le stratificazioni del tessuto urbano. E, tra una mandolinata e un gorgheggio, un po’ di sport non guasta: in acqua, con le regate veliche e le gare di offshore e canoa della X Biennale del mare (dal 27 aprile al 6 maggio a Castel dell’Ovo), e in sella, col Gran Premio Lotteria di Agnano (7 maggio) e il Concorso Ippico Internazionale “Piazza del Plebiscito” (12, 13 e 14 maggio).
Soddisfazione pure per le art-victims del contemporaneo, che nell’ultimo week end (2-4 giugno) potranno sgambettare allegramente tra Pan, Madre e gallerie private, spazi normalmente fruibili. Per il resto, nessuna mostra “pesante” (quella su Tiziano e il ritratto del Cinquecento a Capodimonte o la personale di Kounellis al Madre non sono certo state pensate ad hoc) e il solito caleidoscopio di visite e visitine guidate da associazioni e scolaresche a chiese, palazzi e siti che, pietosamente adottati per un mesetto o giù di lì, per gli altri undici vengono impietosamente ignorati o maltrattati.
Perché il fatto è sempre quello: un “patrimonio mondiale dell’umanità” riconosciuto dall’Unesco meriterebbe ben altre cure e ben altra attenzione che la spolveratina primaverile. Ma questa è un’altra storia. O, visto che siamo in tema, un sogno. Speriamo che, prima o poi, qualcuno dia un segno. (anita pepe)
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www.comune.napoli.it
www.campaniaturismo.it
www.maggiodeimonumenti.it
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