Un esercizio di democrazia, la seconda edizione di “The Venice Glass Week”, il festival dedicato al vetro. Una rosa di 180 eventi che vanno dalle mostre istituzionali ospitate da location di pregio della città lagunare, fino alle gallerie d’arte e agli studi aperti per l’occasione. Un territorio metropolitano che abbraccia l’intero comune, dall’isola di Murano a Venezia, fino alla terraferma mestrina. Una kermesse in grado di catalizzare l’attenzione della stampa straniera in maniera massiccia e significativa, un evento che viene letto come un deciso rilancio di un materiale che non ha smesso mai di attrarre e incuriosire chi sta dall’altra parte del ponte, in un continente che, parafrasando Mario Stefani, senza quel ponte sarebbe un’isola.
Ci apprestiamo a seguire gli eventi come rabdomanti che cercano i fili del contemporaneo, quei punti di contatto per cui chi già pratica questo linguaggio ha deciso di aprire le porte al materiale, mentre chi lo usa per abitudine e attitudine, in questa occasione ha deciso di metterlo alla prova con uno sguardo più legato all’oggi. Uno stimolo importante ad uscire dalla rutinaria frenesia della produzione, per spingere un po’ più in là relazioni, ricerca e progetti. Il secondo evento di rilievo per Murano in quest’annata atipica, che ha visto nel maggio scorso la presenza della Glass Art Society Conference animare il placido ma laborioso scorrere del tempo nelle fucine del vetro.
Tanti, tantissimi gli appuntamenti. Per gli appassionati di contemporaneo meritano attenzione le gallerie che aderiranno alla Week, tra cui Marignana Arte, Galleria massimodeluca, Caterina Tognon, Alma Zevi e Venice Factory. Sempre in primo piano nel rapporto vetro – arte contemporanea le due mostre di Berengo Studio, a Palazzo Franchetti con “Memphis – Plastic Field” e a Murano con “Lux-Lumen”. Intriganti il progetto legato al sound dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, che occuperà il Magazzino del Sale n. 3 alle Zattere, la presenza dell’artista coreana Kim Kototamalune al Museo di Storia Naturale e le sperimentazioni in vetro di “Gate island” alla Made in Art Gallery. New entry di grande rilievo, The Solomon R. Guggenheim Foundation, Collezione Peggy Guggenheim: “Il vetro nelle avanguardie”.
A prescindere dal contemporaneo tout court, ognuno può tracciare un suo percorso individuale tra istituzioni, studi d’artista e fornaci,
sul sito del Festival. (
Penzo+Fiore)
In home: Rhian Haf, Captured Moments
In alto: Fondazione Berengo, LUX-LUMEN, photo credit Francesco Allegretto. Courtesy Fondazione Berengo