Su gomma e rotaia, ma anche tra lenzuola e forchette. Punta su un massiccio spiegamento di forze la nuova campagna promozionale del Madre: dopo la segnaletica stradale, gli spot, i manifesti e i tabelloni, è in arrivo un tornado di volantini, locandine e brochure, da disseminare tra alberghi, ristoranti e bed and breakfast, ma non solo. Il battage investirà infatti taxi, metro e autobus, per calamitare nativi e turisti in un’istituzione che, pur sbancando i botteghini, per molti (tra cui gli stessi addetti ai servizi turistici) è ancora sconosciuta. Eppure i dati, incoraggianti, parlano chiaro, per bocca del direttore Edoardo Cicelyn: Dallo scorso 10 dicembre al 21 aprile di quest’anno abbiano registrato 16mila ingressi: un risultato importante, tenendo conto del fatto che l’arte contemporanea non ha pubblico tale da giustificare l’esistenza di un museo. Sono dati europei, che segnano un record italiano. Risultati di cui siamo orgogliosi, ma possiamo fare di più. E questo di più consiste in un potenziamento pubblicitario, attuato di concerto con l’Ept, e in una serie di incontri con gli operatori del settore. Primi convocati i tassisti, i quali per la scoperta delle collezioni hanno potuto avvalersi di un cicerone d’eccezione come il governatore Bassolino, in virtù del loro ruolo di primi ambasciatori della città e delle sue bellezze. Spetterà (anche) a loro il compito di guidare – in tutti i sensi – i forestieri in via Settembrini, in quell’ex Provveditorato agli Studi riadattato da Alvaro Siza che entro la fine del 2006 dovrebbe entrare a pieno regime, con l’apertura di due ristoranti (uno al chiuso e un altro all’aperto), un bookshop, una caffetteria e una terrazza vista vicoli. Una finestra sul folklore locale unica al mondo, come ha sottolineato il presidente della Regione in un impeto di “neapolitan pride”: “Ditemi dove trovare un museo come questo, unico in Italia e in Europa” – ha detto Bassolino – .” Al MoMa, quando vi affacciate vedete i grattacieli. Qui vedete i vicoli, i panni stesi, l’anima della Napoli greca a confronto con alcune tra le più grandi opere di arte contemporanea”. Come a dire, vedi il Madre e poi… (a. p.)
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