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Graziano Cecchini non rompe le palline. Anzi, è il salvatore di Piazza di Spagna

di - 16 Gennaio 2008
Ha un committente, si può collezionare, è eseguita indubbiamente da un artista codificabile come tale, ha una ‘struttura’ estetica studiata e meditata, si avvale di un contesto storico-museale, è ricca di citazioni con la Storia dell’arte, valorizza – anche solo per poco – un’area monumentale, racchiude una riflessione sociale e presenta un pizzico di denunzia politica. Ergo la seconda azione di Graziano Cecchini, dopo la Fontana di Trevi rossa, è arte. Arte pubblica al 100%. Le cinquecentomila palline in quadricromìa fatte rotolare giù da Trinità de Monti sono un monumento.
Inoltre per la seconda volta Cecchini ha regalato alla città di Roma fugaci istanti di salvezza per alcuni dei suoi monumenti. Questo lo connota non solo come grande, grandissimo artista, ma come vero mecenate e protettore delle arti.
Esattamente come Fontana di Trevi, Piazza di Spagna è infatti un coacervo di illegalità, brutturie, degrado e violenze alla santa pazienza dei romani e dei turisti che per disgrazia la percorrono. Vi sono fiorai ambulanti trasformatisi in supermarket baraccati, non appena fa nuvolo si popola di bengalesi che vendono con insistenza ombrelli e mantelle, i dintorni della Barcaccia sono alla indisturbata mercè di individui che lanciano in aria pietruzze magnetiche stridule che emettono un rantolo così insopportabile da rendere ‘illeggibile’ la piazza. Non è finita. Perché ci sono i lanciatori di bolle di sapone, con la loro pistola di plastica che vomita grappoli di bollicine appiccicose, foriere di tintorie per sciarpe, abiti e soprabiti. E poi i venditori di accendini, le borse taroccate, i foulard venduti da lagnose cinesine come nell’ultimo fake market di Canton, le cinte in simil-Fendi, i treppiedi per la macchinetta fotografica e molto, molto altro.
Questa, o anche peggio, è la quotidiana condizione di Piazza di Spagna e di Fontana di Trevi. Questo è lo scempio giornaliero che Graziano Cecchini ha avuto il merito di interrompere. A proprie spese, il post-futurista, ha riconsegnato momentaneo decoro laddove l’amministrazione ha miseramente fallito. Invece di denunciarlo, di processarlo per direttissima, di chiedergli i danni come sta facendo, il Comune di Roma farebbe bene ad assumerlo come consulente.
Se poi è Cecchini ad avere bisogno di una consulenza su quali altre zone del centro storico capitolino andare a bonificare dall’incuria e dall’abbandono, non ha che da chiamarci…

L’azione comunque rilancia simbolicamente il revival futurista che da un po’ sta attraversando il Belpaese, e che pare voler preparare al meglio il centenario del movimento, nel 2009. Revival a cui Exibart.onpaper dedica un approfondimento, a cura di Silvia Criara, nel numero quarantasette, presto in distribuzione…

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  • Questo Cecchini sicuramente ha voluto farsi un bel pò di pubblicità approfittando di qualche finanziamento cascato improvvisamente da chi sà dove...(circa 20 mila euro!)..Comunque bravo perchè c'è riuscito ma non condivido questa pagliacciata...solo soldi sprecati...li avrebbe potuti donare in beneficenza...certo che questa sarebbe stata veramente una bella azione!

  • Totalmente d'accordo con l'articolo!! Che altro dire?!?! Spero soltanto che Cecchini faccia altri attacchi artistici alla mia amata città...troppo spesso dimenticata dai miei concittadini...

  • effettivamente sembra davvero trattarsi di un'opera ispirata alla pubblicità della sony bravia.
    non ho potuto vedere la performance dal vivo ma dalle immagini si tratta di un esempio liberamente ispirato alla pubblicità.
    in questo caso si tratterebbe davvero di mancanza di originalità.
    son triste.
    buoan serata

    fab

  • anche io ho pensato subito allo spot bravia. in ogni caso lo ritengo un grande gesto, perché un conto è guardarlo in tv, dove ce lo danno con il cucchiaino, un conto è trovarcisi in mezzo, all'improvviso. in italia l'arte è monumentalizzata, preferisco l'arte contemporanea che si innesta come un semino in una radice di un albero secolare. l'arte è gioia, riflessione, malinconia, sicuramente è vita.
    niente è fermo, tutto è in vibrazione.
    e dopo la citazione del tao della fisica, vado a dormì.

  • si cara lella, ma quella mattina non c'era il pubblico erano le 8 di mattina, c'erano solo le telecamere che il buon cecchini si era portato da casa.......non è proprio uguale

  • wow Lella! Bella considerazione!!

    e comunque a me lo spot bravia è piaciuto tantisssssimo...ma se è un riferimento a quello, allora lo era anche il lancio di vernice a Trevi, visto che uno dei primi spot (sony bravia sempre) erano secchiate di vernice che coprivano un pò tutto in una città...

    comunque, anche se fosse...condivido l'idea di Lella! ^^

  • VIVA GRAZIANO CECCHINI è 1 grande !!!
    Rinnova a tutti noi la bellezza dei monumenti che abbiamo in Italia e fa notizia in tutto il mondo.
    Appoggio in pieno la sua arte, sì xchè x me è 1 grande artista !!!
    Grazie ancora GRAZIANO CECCHINI alla prossima opera !!!

  • Se le palline che ha usato le avesse colorate di nero forse sarebbe stato piu onesto ... ma con se stesso ...

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