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Era stato “estratto” nel 1797 dall’altare della chiesa di San Pietro in Valle, a Fano, in piena epoca Napoleonica. E portato al Louvre, dove tutt’ora resta tra i capolavori del Seicento in collezione. Stiamo parlando della tela di Guido Reni La consegna delle chiavi a San Pietro, firmata nel 1625 e commissionata da Francesco Marcolini, che voleva decorare con un’opera del Maestro bolognese la sua cappella. Fu però Padre Gabrielli dell’ordine degli Oratoriani, a suggerire a Reni, una “Annunciazione” per lo spazio della chiesa di San Pietro. Da sabato, eccezionalmente, grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano insieme alla Soprintendenza per i Beni Artistici Storici ed Etnoantropologici delle Marche, nonché alla collaborazione del Musée du Louvre e dei Civici di Ascoli Piceno, il capolavoro ritornerà eccezionalmente visibile alla Pinacoteca della cittadina, che lo ospiterà sulla terra natia fino al prossimo 29 settembre. Una linea espositiva e culturale che la Fondazione fanese porta avanti dal 2011, con la mostra del Guercino e, l’anno successivo, con quella di Simone Cantarini.
Ma in città non sarà presente solo lo “scalpo” napoleonico, ma anche altre due “Annunciazioni” del Reni., prese dai Civici e dalla Pinacoteca di Ascoli. Dulcis in fundo un percorso tematico alla scoperta delle opere del Seicento fanese, dove figurano la Cattedrale e la Basilica di San Paterniano, la Chiesa di San Pietro in Valle e ovviamente la Pinacoteca Civica. Il tutto a ingresso completamente gratuito. La chiave giusta per riscoprire anche il territorio, e non solo alcuni dei grandi picchi della storia dell’arte.




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