Nato a Chicago nel 1926, Hilary Putnam è forse uno dei maggiori filosofi viventi, che domani sarà insignito di una Laurea Honoris Causa in Filosofia della Società, dell’Arte e della Comunicazione a Cà Foscari, con una laudatio di Arnold I. Davidson e una successiva lectio magistralis intitolata “Reason as a Value”.
Laureatosi in filosofia nell’università di Pennsylvania, nel 1948, ha insegnato Filosofia alla Northwestern University, poi a Princeton, al Massachusetts Institute of Technology e successivamente ad Harvard, dal 1965. Membro dell’Accademia Americana delle Arti e delle Scienze e della American Philosophical Society, i suoi grandi campi di conoscenza sono relativi ala filosofia della mente e del linguaggio, anche se negli ultimi due decenni si è avvicinato alla metafisica e alla filosofia della scienza, per poi toccare temi come l’etica e la filosofia delle religioni. I Philosophical Papers, testi che spaziano dalla filosofia della logica, del linguaggio e della fisica, alla filosofia della matematica e della mente, sono i tre volumi nei quali è raccolta gran parte della sua produzione, che ha dato origine a molteplici interventi critici, dibattiti filosofici, analisi. Un riconoscimento, anche ad un’istituzione, che arriva all’indomani di una polemica che sta infiammando gli Stati Uniti: il sindaco di New York, Bloomberg, ha dichiarato che i giovani che scolasticamente sono “nella media” farebbero meglio a darsi al lavoro di idraulico, una professione ben retribuita e che permette di incassare immediatamente, e non di incorrere in debiti per una laurea che spesso si rivela fallimentare per molti, compresi i laureati ad Harvard, dove lui stesso ha terminato il suo corso di studi.