A Cagliari, Capitale Italiana delle cultura 2015, all’interno dell’iniziativa Space is the place / Percorsi d’arte Pubblica – curata da Maria Paola Zedda – l’arte è protagonista ridisegnando il tessuto urbano e proponendo un abbattimento dei confini tra centro e periferia.
Space is the place trasforma il capoluogo sardo in un vero e proprio cantiere culturale che, grazie alla partecipazione di grandi artisti internazionali e per mezzo dell’arte, della musica, della danza e del teatro, coniuga la dimensione estetica e quella etico-politica dell’esperienza condivisa, riscrivendo la realtà di Cagliari e rendendola un “palcoscenico diffuso” dove ogni luogo può diventare spazio in cui esprimersi e a cui partecipare.
L’8 dicembre sarà la volta di Alfredo Pirri, che in occasione dell’Anno Internazionale della Luce, realizzerà a Cagliari l’intervento site specific 100 Fuochi, creando un percorso di luci che accompagnano i cittadini da via Manno a via Garibaldi. La festa dell’Immacolata si aprirà alla volta delle prime luminarie natalizie d’artista: un telaio di luce e raggi che partono da 100 punti focali posizionati lungo tutto l’asse viario del capoluogo sardo e che si diramano lungo le strade laterali. Un lavoro, quello di Pirri, che nell’intreccio delle luci e nei raggi che esse disegnano richiama il tema delle relazioni, delle numerose reti che si sono distese in quest’anno nella città di Cagliari.
Il progetto di Pirri, realizzato con la collaborazione e il cofinanziamento della CCIAA e il sostegno delle associazioni di categoria di Confesercenti e Confcommercio, si inserisce all’interno di una ricca programmazione che ha visto e vedrà la partecipazione di numerosi artisti nazionali e internazionali come il collettivo Future Farmers, il coreografo Enzo Cosimi, il fashion designer Fabio Quaranta, Ettore Favini, Nezaket Ekici, il coreografo Maurizio Saiu, la leggenda del blues sperimentale Mike Cooper, Signe Lidén, Pierre Sauvageot, Tellas, Rossella Biscotti, Eric Baudelaire, CAMP, Mathieu Abonnenc, Maria Papadimitriou, Christof Migone, Cristian Chironi e Dimitris Papaioannou. Un’eterogeneità di figure e lavori, accomunati quindi dalla volontà di creare una rigenerazione urbana della città attraverso una ricca proposta culturale, che dall’11 dicembre prevederà anche la mostra Eurasia, fino alle soglie della Storia. Capolavori dal Museo Ermitage e dai Musei della Sardegna, il cui oggetto sarà il confronto tra le civiltà preistoriche del Caucaso e quelle sarde, con una particolare attenzione alla cultura nuragica.
Non rimane allora altro da fare, se non un invito ad andare nel capoluogo sardo per quanti siano curiosi di vedere come la cultura può ridisegnare le nostre città e le nostre vite. (Diletta Cecili)