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I nei del Governo Renzi? Passano ovviamente, in larga parte, per il Dicastero dei Beni Culturali

di - 2 Marzo 2014
Nel nuovo governo, che di nuovo pare avere ben poco, a parte il carismatico e sbarazzino Premier Matteo Renzi, anche stavolta ai Beni Culturali resta la puzza di bruciato. Primo perché al dicastero è stato messo, come ben sappiamo, Dario Franceschini: non un tecnico, come poteva essere Massimo Bray, ma una figura prettamente politica. Il benefit? Forse sotto questo punto di vista, come avevamo già scritto, sarebbe una voce forte in capitolo.
Franceschini potrebbe far sentire, insomma, al Governo, molte delle priorità che questo settore occupa su scala nazionale, tangendo tutti gli ambiti di cui da tempo si parla e si discute, dalla tutela del paesaggio all’economia, ai posti di lavoro. Franceschini, in questo, potrebbe essere ben supportato dalla figura della riconfermata Sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni, ex Presidente del FAI e vicepresidente di Scelta Civica dallo scorso novembre, che in fatto di Cultura e strategie relative non è di certo una principiante. Il neo però, perché ovviamente al Ministero più povero del Paese, insieme alla sventurata Istruzione, non poteva mancare, è per la figura del secondo Sottosegretario: Francesca Barracciu. Sarda, 47 anni, la Barracciu era stata costretta a ritirare la candidatura a Governatore dell’isola per  l’accusa di peculato che pende sulla sua testa: è sotto indagine  nell’inchiesta sui rimborsi spese gonfiati ai consiglieri regionali.
Europarlamentare, la Barracciu è stata inoltre tenuta fuori dalla giunta del neo-presidente Francesco Pigliaru, che aveva dichiarato: «Nella mia squadra non ci sarà posto per gli indagati». E invece un bel posto Renzi gliel’ha trovato, tra i nostri beni più cari. E va tutto bene, no? Tanto di indagati al governo ne sono passati parecchi, che sarà mai se anche stavolta, nell’era de la volta buona (giusto per citare l’hashtag che in questi giorni ha reso ancora più celebre il sindaco di Firenze), ce ne sarà qualcuno?
E ne #lavoltabuona, ha trovato spazio anche un altro caso davvero al limite: Antonio Gentile, diventato con Renzi Sottosegretario alle Infrastrutture e trasporti, il cui figlio Andrea è indagato per abuso d’ufficio, falso ideologico e associazione a delinquere nell’ambito di una inchiesta sulla Sanità calabrese. Il senatore di Nuovo Centrodestra pare che solo lo scorso18 febbraio, inoltre, fece una “telefonatina” al quotidiano “L’Ora della Calabria”, chiedendo allo stampatore di togliere dalla prima pagina la notizia scomoda dell’avviso di garanzia destinato al figlio: lo scoop avrebbe compromesso la sua candidatura come sottosegretario (pare al Ministero della Giustizia). Il tipografo, che si sarebbe offerto come “mediatore” tra la Famiglia Gentile e il quotidiano, avrebbe inoltre usato con il direttore Rigolo, come riporta anche l’Huffington Post, queste parole: «Attenzione perché quando il cinghiale viene ferito, poi ammazza tutti».
Evviva il nuovo che avanza!
Ma torniamo ancora un attimo, infine, ai Beni Culturali, dove a capo di Gabinetto è stato messo Giampaolo D’Andrea, già sottosegretario con Prodi e poi con Monti, che con Franceschini ha una profonda intesa: il neo Ministro, nel Governo Letta, aveva messo D’andrea alla poltrona di Consigliere per il coordinamento delle Attività di Governo, in qualità di esperto con “indennità di diretta collaborazione”.
Il copione, insomma, anche in questo caso sembra scritto da molto tempo. E la “qualità” non fa gli onori di casa, almeno in materia di storia dell’arte, architettura, paesaggio, archeologia, conservazione, musei, e chi più ne ha più ne metta. Quali eufemismi potremmo usare per descrivere la composizione di questo dicastero? Ditecelo voi.

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  • Perfettamente d'accordo , l'impronta il navigato Franceschini la dà se attua lo spoil system al ministero e nelle direzioni regionali ! Ci sono dirigenti super pagati che non sono riusciti a produrre nulla se non burocrazia ma , molte pubblicazioni e convegni ...il ministero può davvero diventare un volano per lo sviluppo ! È indispensabile cambiare la mentalità dell'arbitrio e lavorare con spirito innovativo . La partenza del nuovo responsabile non doveva essere questa : D'Andrea non può avere qualità per il futuro della nostra cultura ! Auguri DARIO

  • nomine nel pieno rispetto del manuale Cencelli, senza tenere conto (come al solito) delle competenze necessarie

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