In programma fino a stasera la II edizione di “Ro Map” con il Festival Interactive Light negli apparati scenografici più barocchi di Roma. Per vivere un’esperienza ai limiti del normale, bisogna munirsi di occhialini 3D e vedere ex novo luoghi come la facciata della Chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore, nella splendida cornice dello stadio di Domiziano (Piazza Navona) o la facciata della Basilica di sant’Agostino e bisogna essere pronti a calarsi tra le nebbie e le percezioni sensoriali in scena nel cortile di Palazzo Altemps e di Palazzo Braschi.
Lo spettacolo è assicurato e non solo per la bellezza delle architetture barocche, eredità eterne di Roma, ma soprattutto perché con gli effetti di realtà aumentata applicata all’arte antica e il restyling visivo-sonoro del video mapping si trasforma, eccome, l’immagine della città.
“Ro Map” reiventa il centro storico e lo fa grazie alle radicali trasposizioni che le arti digitali posso realizzare sul tessuto urbano della Città Eterna. Se per migliaia di anni infatti, i Romani hanno misurato i loro insediamenti e territori conquistati a partire dai “passi”, questo rapporto ora rischia di spezzarsi, il legame che l’insediamento creava tra abitanti e suolo, è stato quasi del tutto interrotto dal XX secolo. L’espansione è dipesa sempre più da infrastrutture stradali e non da una riprogettazione che tiene conto della dimensione umana di una città (come scrive Rosario Pavia, nel saggio “Il passo della città”). E allora è anche per questa ragione che il progetto di illuminare e riqualificar virtualmente i monumenti “eterni”, spingendo la visione dell’arte a un processo ricreativo, offre contemporaneamente la possibilità di riconquistare lo spazio urbano del pedone, dell’azione del camminare passo dopo passo.
Onionlab, Ouchhh, Quiet Ensemble, Ultravioletto: sono questi i nomi dei protagonisti del rinnovamento visivo e temporaneo. Con due videomapping in 3D stereoscopisco e due installazioni si inizia a ricostruire il sacro vincolo che ci lega al passato con le opportunità della tecnologia di oggi in un mix di arte e tridimensionalità che in uno scenario unico come Roma, rende spettacolari, morbide e dinamiche le superfici del Barocco. (Anna de Fazio Siciliano)