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Il Metropolitan di New York celebra Leonardo con una grande opera dai Musei Vaticani

di - 12 Luglio 2019
Il Metropolitan Museum of Art di New York si unisce alle celebrazioni mondiali del 500mo anniversario della morte di Leonardo, con una mostra dedicata a una sola opera: il San Girolamo. Conservato ai Musei Vaticani, dove l’opera è di solito esposta nella Pinacoteca, il santo è rappresentato come colto nelle sue istanze mistiche piuttosto che teologiche, come invece si trova in genere raffigurato.
Al Met il dipinto è stato collocato in una stanza appositamente lasciata quasi vuota, con un’illuminazione che amplifica l’effetto di un’ambientazione quasi da cappella, volta a «intensificare la profonda dimensione contemplativa dell’opera», ha affermato Carmen Bambach, curatrice della mostra. «Di solito al Met non organizziamo una mostra su un solo quadro, ma per Leonardo abbiamo fatto eccezione», ha affermato il direttore Max Hollein.
Il San Gerolamo è una delle sei opere la cui paternità di Leonardo non è mai stata messa in discussione ma la sua storia è ancora controversa. Il quadro rimase con Leonardo fino alla sua morte, avvenuta ad Amboise nel 1519, dopodiché se ne persero le tracce. Smembrato in più pezzi in epoca imprecisata, il dipinto fu acquistato da Angelica Kaufmann verso la metà del Settecento, quando abitava a Roma. Ricomposto nell’Ottocento dal cardinale Joseph Fesch, entrò a far parte della collezione del Vaticano nel 1856.
«L’arrivo del San Gerolamo celebra tre decenni di amicizia tra il Met e i Musei Vaticani», ha osservato Bambach. Lo scorso anno i due musei collaboravano per la mostra blockbuster dal titolo “Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination”.
La composizione, intensa per la resa del santo le cui emozioni risultano oltremodo coinvolgenti, è unica per la presenza – letteralmente – della mano dell’artista. Individuata in alto a sinistra, l’impronta digitale di Leonardo è quella lasciata dal gesto di distribuzione del colore. «Leonardo ha usato il suo dito per distribuire il pigmento e creare un morbido effetto nel cielo e nel paesaggio», ha riferito la curatrice.
Non finito, ricco di ripensamenti, forse creato da Leonardo per la sua stessa devozione personale, il quadro sarà esposto al Met dal 15 Luglio. (Veronica Cimmino)

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