Si tratta di un Palazzo neoclassico, che ha una vita di quasi 140 anni. Si trova a Dresda e dopo essere stato un’armeria, un museo nazista, sovietico, poi della Germania Orientale è diventato, dall’unificazione dello stato tedesco, il Museo di Storia Militare. Con un intervento di Daniel Libeskind che “sfonda” la struttura architettonica originaria, un ambiente percorribile in metallo che, non a caso, ricorda anche le forme triangolari del Museo Ebraico di Berlino, è stato eletto il Museo dell’anno 2013 dal Premio europeo Luigi Micheletti, per l’istituzione culturale più innovativa. Completato nel 1876, il grande museo con poligono in acciaio, cemento e vetro di cinque piani, che punta il suo angolo verso la zona dove la città di Dresda aveva ricevuto i peggiori bombardamenti, è stato riaperto nello scorso 2012, per un’area espositiva a dir poco essenziale nel rigore degli allestimenti, che conta qualcosa come 14mila metri quadrati a disposizione.
Al suo interno sono racchiusi 800 anni di storia, da un punto di vista anti-militarista: «Si tratta di un museo che sintetizza i principi dell’Unione Europea, cioè unità nella diversità e nella pace. Non si tratta di un inno al coraggio dei nostri antenati, ma di una testimonianza molto onesta di quello che è stato e di quello che è» si legge nelle motivazioni del conferimento della XVIII edizione del Premio a Matthias Rogg, direttore della struttura. Il museo racconta la tragedia della guerra mostrandone gli aspetti organizzativi e tecnologici, ma ponendo l’accento sulle sofferenze di singoli e collettività. Ecco perché Libeskind ha scelto di puntare lo sguardo verso le macerie di Dresda, città-simbolo dei conflitti del ‘900.
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Per tutti coloro che si interessano alla storia militare,
ecco un MUSEO da visitare! ...a Dresda.