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Il nuovo anno del MASI di Lugano, dal surrealismo svizzero alla fotografia internazionale

di - 18 Dicembre 2018
Dalle luminose cromie di Hodler e Segantini al poliedrico geometrismo di Giacometti, passando per Gertsch, Gauguin e Munch. Nell’arco del 2019, il MASI-Museo d’arte della Svizzera italiana di Lugano farà luce sugli ultimi due secoli di arte svizzera, con un occhio di riguardo sia alla scena artistica emergente elvetica che alla grande fotografia internazionale.
Si inizia il 10 febbraio, con una retrospettiva dedicata al Surrealismo svizzero, organizzata in collaborazione con l’Aargauer Kunsthaus, con opere, tra gli altri, di Hans Arp, Alberto Giacometti, Paul Klee, Meret Oppenheim. Il 24 marzo sarà la volta dei principali capolavori della collezione d’arte della Fondazione Gottfried Keller, con opere di Ferdinand Hodler, Giacometti e il maestoso Trittico delle Alpi di Giovanni Segantini. Il 12 maggio, in occasione del novantesimo compleanno di Franz Gertsch, una mostra in cui le opere dell’artista svizzero entrano in dialogo con quelle di Paul Gauguin e Edvard Munch, rivoluzionari della tecnica xilografica. L’8 settembre, in collaborazione con la Fondation for the Exhibition of Photography, il MASI presenterà “Being Human”, mostra dedicata a William Wegman, fotografo celebre per le immagini dei suoi cani Weimaraner, abbinando allo sguardo documentaristico un’attenta scenografia e un sottile senso umoristico. Tra romanticismo e crisi contemporanee si muove “Towards No Earthly Pole”, mostra di Julian Charrière che aprirà il 27 ottobre.
E oltre alle mostre temporanee anche una apertura permanente. Dal 6 ottobre, il MASI vedrà nuovamente aperta la sede storica di Palazzo Reali, in precedenza sede del Museo Cantonale d’Arte, che ospiterà mostre temporanee e allestimenti della collezione, in parallelo alla sede del LAC.

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