Categorie: Speednews

Il nuovo murales di Banksy su un garage di Port Talbot, sta creando problemi al proprietario

di - 9 Gennaio 2019
Immagina di svegliarti il giorno di Natale e trovare un’opera di Banksy sotto l’albero di fronte casa tua. Così, da un giorno all’altro, la tua vita potrebbe cambiare ma non è detto che sia un bene. Per esempio, Ian Lewis, proprietario del garage sul quale l’anonimo street artist ha lasciato il suo ultimo stencil, sta avendo molti problemi, a causa dell’improvvisa e inaspettata fama.
Realizzato poco prima di Natale, il murale è in perfetto stile Banksy e ritrae un bambino in abiti invernali, con tanto di guanti e cappello di lana, che sporge la lingua per afferrare dei fiocchi di neve che, in realtà, è cenere proveniente dal rogo di un cassonetto, visibile solo una volta girato l’angolo adiacente. Ovviamente la provocazione non è fine a se stessa e si deve specificare che il murale, intitolato Season’s Greetings, si trova a Port Talbot, città gallese nata come polo industriale nel Novecento, sede di una importante acciaieria e tra le più inquinate nel Regno Unito. Affaccia sul mare, che non è balneabile, e le piogge di cenere sono un evento comune e molto reale, anche se non trovano molto spazio nelle cronache.
Come prevedibile, il garage è diventato meta di pellegrinaggio e, complice il periodo di vacanze natalizie, circa 20mila persone sono già andate a vederlo. «In realtà sto gestendo un’attrazione artistica da solo ed è molto surreale. È troppo per me», ha detto Lewis alla BBC. E non sempre le attenzioni sono mosse da buone intenzioni, considerando l’alto valore attribuito alle opere di Banksy sono da mettere in conto anche atti di vandalismo e tentativi di furto. Lewis ha già provveduto ad alcune misure protettive e, oltre a reti e teli, ha anche assunto guardie di sicurezza, grazie agli aiuti economici ricevuti dall’attore gallese Michael Sheen, che ha preso a cuore la vicenda.
Ma è necessaria una soluzione a lungo termine per il problema e il Consiglio locale è intervenuto per offrirla. Un portavoce ha detto ad Artnet che l’amministrazione comunale si è offerta per far rimuovere e trasferire il lavoro, a patto di esporlo pubblicamente a Port Talbot, in una sede da decidere tramite consultazione. Ma sembra che Lewis non sia troppo d’accordo e, in fondo, come biasimarlo? In ogni caso, proprio questo clamore ha fatto accendere la discussione sul vero problema che affligge Port Talbot e tutti i suoi abitanti, che non è certamente quello di un’opera d’arte troppo famosa.

Articoli recenti

  • Mostre

We Art Open 2026: a Venezia la nona edizione del progetto dedicato alla ricerca artistica contemporanea

Sull’isola della Giudecca, fino al 1 febbraio 2026, la mostra finale del concorso internazionale We Art Open riunisce 15 artisti…

21 Gennaio 2026 0:02
  • Mercato

Ceramic Brussels 2026 porta in fiera la ceramica come linguaggio globale

Dal Novecento alla ricerca contemporanea, 75 gallerie e quasi 200 artisti raccontano a Bruxelles le evoluzioni della ceramica d’autore. Tra…

20 Gennaio 2026 18:39
  • Musei

Fondazione Torino Musei: è aperto il bando per i nuovi direttori del MAO e Palazzo Madama

Aperto l’avviso pubblico per selezionare i nuovi direttori del MAO Museo d’Arte Orientale e di Palazzo Madama: l’incarico avrà decorrenza…

20 Gennaio 2026 18:29
  • Personaggi

È morto Klaus Rinke, maestro del tempo e del corpo nella Scuola di Düsseldorf

Klaus Rinke è morto all’età di 86 anni. Figura centrale della Scuola di Düsseldorf, ha costruito una ricerca rigorosa sul…

20 Gennaio 2026 17:40
  • Architettura

Dal Messico a Londra: Lanza Atelier firmerà il Serpentine Pavilion 2026

Sarà Lanza Atelier, giovane studio di base a Città del Messico, a realizzare il progetto del Serpentin Pavilion 2026 a…

20 Gennaio 2026 17:03
  • Progetti e iniziative

Le mappe contemporanee di Simona Bonetti a Palazzo Fava Marescotti di Bologna

Promossa dalla Croce Rossa di Bologna, una mostra mette in relazione l’arte contemporanea di Simona Gabriella Bonetti con le decorazioni…

20 Gennaio 2026 16:14