C’è un muro a Milano, in via Baldinucci, nella periferia nord, zona Bovisa. Se lo si costeggia si scopre al suo interno un piccolo parco, e se lo si osserva dall’altra parte della carreggiata, durante il giorno, si noterà un’iscrizione: Armenia Films.
Si tratta infatti proprio della facciata esterna dell’Armenia Films, uno dei primi teatri di posa italiani, aperto nel 1911 dalla Società Anonima Milano Films, la più importante casa cinematografica lombarda attiva dal 1909 alla vigilia degli anni ‘30. In questi studi venne prodotto L’inferno, il primo lungometraggio italiano, ispirato alla prima cantica della Divina Commedia.
Un passato che non esiste più, con la Cinecittà meneghina che riecheggia solo nell’insegna di un muro che fino a ieri ha rappresentato solo abbandono e degrado. Fino a ieri, appunto, perché domani pomeriggio il muro rinasce, inaugurato a nuova vita dagli stessi abitanti del quartiere, guidati dal collettivo F84 -sei giovani artisti freschi di diploma a NABA- che hanno messo in piedi il progetto “Territorizzontali: 32 metri di collettività”, coivolgendo 119 milanesi che hanno ridipinto il perimetro del vecchio muro. Portavoce dell’opening anche Ermanno Olmi, che per l’occasione ha preso carta e penna, scrivendo una riflessione che verrà letta domani.
«Abbiamo voluto attuare un processo creativo orizzontale e partecipativo: il contributo degli stessi abitanti del quartiere è stato parte integrante del percorso» hanno dichiarato i giovani di F84. Nata in occasione di “Connecting Cultures”, l’idea di intervenire su via Baldinucci è stata promossa con un tavolo di lavoro in via Maffucci a Milano, invitando i passanti a partecipare alla creazione del bozzetto di un murale per il quartiere, mettendo a loro disposizione vari materiali grafici e un archivio di immagini storiche legate al territorio di Bovisa e alla storia del cinema milanese. Il risultato visivo dell’indagine è stato composto in un unico dipinto murale, che di notte vivrà proprio di un’atmosfera da Nuovo Cinema Paradiso: illuminato da due grandi fasci luminosi di vecchi cineproiettori.