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“Il paradiso in Terra” di Pistoletto inizia con una martellata, fragorosa e catartica. E dal “Metrocubo d’Infinito” si libera l’energia del mondo

di - 24 Aprile 2013
Che rumore fa un metro cubo d’infinito che si infrange sotto i colpi di una martellata? Lo sa Michelangelo Pistoletto che, in un’anteprima del vernissage (che si terrà oggi) della mostra “Année1 – Le Paradis sur Terre” al Louvre, ha simbolicamente distrutto uno degli emblemi più famosi della sua carriera, il famoso Metrocubo d’Infinito, realizzato già nel 1966, agli albori dell’Arte Povera. La performance Distruzione di un Metrocubo d’Infinito, segna così idealmente il taglio del nastro al passaggio ad una nuova era, quella di una trasformazione umana, sociale, culturale, politica, celebrata nel mondo intero il 21 dicembre 2012 per mezzo di diverse installazioni e performances, intitolata non a caso Rebirth Day.
Dai primi Quadri specchianti, che raccontano di una messa in dubbio dei canoni prospettici e allo stesso tempo che invitano alla “fruizione” dell’opera, fino agli ultimi progetti come The Mirror of Judgement o Il tempo del Giudizio, l’artista al Louvre confronta e ci fa confrontare con lo spirito di un nuovo tempo, guardando al passato, riflettendo – metaforicamente e realmente – la storia della creazione dell’arte e del mondo. «I miei lavori sono collocati in diversi settori del museo e interagiscono con le opere conservate in ciascuno di essi; non solo riflettono l’arte antica ma anche le persone viventi che si aggirano nelle sale del Louvre. Sia il passato che il presente sono contemporaneamente protagonisti nel riflesso di questi lavori. Ed è nell’oggi che avviene il passaggio verso un futuro che si chiama Terzo Paradiso, di cui al Louvre si celebra la nascita». Fragorosa, anche distruttiva, ma catartica. Per quasi 50 anni di carriera e anche un compleanno speciale.

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