Comunicazioni difficili, un black out nella notte, alcune strade inagibili e il bilancio di sei morti che i continui telegiornali e anse riportano incessantemente. Un terremoto che colpisce una zona piuttosto insolita a livello sismografico, ma che stanotte si è arrestato appena sotto qualche decimo di grado rispetto alla potenza del magnitudo che distrusse L’Aquila tre anni fa.
Una zona rurale, quella tra Modena e Ferrara, ricca anche di beni artistici e Archeologici che stanotte sono stati gli edifici più messi a dura prova dal sisma. Mirandola, San Felice sul Panaro (dove è in corso la Biennale Roncaglia), Cento (paese che diede i natali al Guercino), sono piccoli paesi che conservano nel loro tessuto urbano rocche, castelli, pievi e basiliche che ora necessiteranno di veloci interventi di recupero. A Mirandola è crollata una chiesa, mentre a Finale Emilia il Palazzo dei Veneziani, storico edificio del paese, è parzialmente crollato insieme alla Torre trecentesca. L’edificio, è chiamato così perché antica dimora abitata da cittadini veneziani, quando il centro del paese era attraversato dal fiume Panaro. Crollata anche la torre del Castello degli Estensi. A San Felice è crollata un’altra chiesa e vengono segnalate gravi lesioni a molti edifici storici tra cui il municipio. In provincia di Bologna sono stati rilevati il crollo di una statua all’interno della chiesa di San Giovanni in Persiceto e crepe che hanno causato l’inagibilità alla chiesa di Caselle di Crevalcore e al castello di Galeazza è caduta la parte superiore della torre. Nello scarno comunicato del Mibac sulla situazione si legge che Ornaghi ha lanciato l’unità di crisi, perché «i danni al patrimonio culturale, ad una prima ricognizione, risultano notevoli. Si stanno organizzando apposite squadre per le verifiche più accurate in collaborazione con i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile. D’intesa con la Prefettura è stata disposta, inoltre, la chiusura dei tre musei statali di Ferrara: la Pinacoteca Nazionale, il Museo Archeologico e la Casa Romei».