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Il savoir-faire di Fondation Hermès. Al Palais de Tokyo, la mostra sul dialogo tra arte e artigianato

di - 3 Dicembre 2017
Al Palais de Tokyo, fino al 7 gennaio, la Fondation d’entreprise Hermès presenta “Les mains sans sommeil”, creazioni che svelano il magico rapporto tra arte contemporanea e artigianato raffinato. Curata da Gaël Charbau, l’esposizione accoglie una decina di progetti che sono il risultato di residenze trascorse in diretto contatto col mondo dell’oreficeria, della pelletteria, del cristallo e della seta. Le opere di Bianca Argimon, Jennifer Vinegar Avery, Clarissa Baumann, Lucia Bru, Io Burgard, Anastasia Douka, Célia Gondol, Dh Mcnabb e Lucie Picandet, «esplorano i gesti tipici e le abilità tecniche degli artigiani incontrati per restituire opere che conducono il visitatore nel cuore della materia», ha spiegato Charbau. Tra i laboratori troviamo la Cristallerie Saint-Louis, che è la più antica manifattura di cristalleria in Europa, risalente al 1586, o Puiforcat, casa orafa dal 1820, le cui creazioni sono oggi conservate al Louvre. Dal 2010, la Maison Hermès incentiva e appoggia il confronto tra arte e artigianato, invitando, inoltre, artisti rinomati ad accompagnare questi giovani creatori. Nelle precedenti edizioni abbiamo trovato personalità come Giuseppe Penone, mentre in quest’ultima Ann Veronica Janssens, Jean-Michel Alberola e Richard Fishman. La mostra Les mains sans sommeil prevede anche un ciclo di performance, tra queste, il 10 dicembre, quella di Célia Gondol e Clarissa Baumann, mentre il 7 gennaio quella di Célia Gondol con Olivier Normand. Ogni residenza è accompagnata da una pubblicazione intitolata Les Cahiers de Résidence, pubblicata da Actes Sud e dalla Fondation d’entreprise Hermès. (Livia De Leoni)

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