Categorie: Speednews

Il segreto di Rembrandt era la plumbonacrite. La scoperta, nell’anniversario della morte

di - 17 Gennaio 2019
Impossibile non rimanere rapiti da quella profonda e vibrante brillantezza che rende le opere di Rembrandt così immediate e d’impatto. Il modo in cui il maestro olandese riusciva a ottenere quell’effetto doveva rappresentare il suo segreto più prezioso ma oggi, a distanza di 350 anni dalla sua scomparsa, è stato svelato. Un team di scienziati olandesi e francesi ha scoperto la precisa composizione dell’impasto che conferisce quella particolare patina alle opere di Rembrandt. I ricercatori hanno identificato la presenza di una sostanza chiamata plumbonacrite, un composto minerale esagonale, contenente carbonio, idrogeno, piombo e ossigeno, molto raro e finora identificato solo in opere d’arte del XX secolo e in un dipinto di Vincent van Gogh. L’informazione è importante non solo per comprendere il lavoro di Rembrandt ma anche per conservare meglio i suoi capolavori.
«Non ci aspettavamo di trovare questa sostanza in questo periodo storico, è insolita nei dipinti dei vecchi maestri», ha detto al Daily Mail Victor Gonzalez del Rijksmuseum di Amsterdam e ricercatore alla Delft University of Technology. Ma lo studio è riuscito a dimostrare che la presenza del minerale non è casuale o dovuta a contaminazione, invece, è il risultato di una sintesi volontaria. Per condurre le ricerche, gli scienziati hanno osservato al sensibilissimo microscopio ESRF dei minuscoli campioni di pittura, meno di 0.1 millimetri, prelevati da tre dipinti di Rembrandt: Il ritratto di Marten Soolmans (1634) al Rijksmuseum, Bathsheba (1654), al Louvre, e Susanna e i vecchioni (1636), al Mauritshuis a L’Aia. «Basandoci anche su testi storici, crediamo che Rembrandt abbia aggiunto all’ossido di piombo, o litargirio, dell’olio proprio per questo scopo, per trasformare la miscela in una pittura pastosa», ha detto Marine Cotte, esperta in conservazione e restauro. Adesso, i ricercatori sono tornati al lavoro per scoprire le altre ricette usate da Rembrandt e confrontarle con quelle di altri maestri del Secolo d’Oro olandese, tra cui Jan Vermeer e Frans Hals.
Un’ottima notizia per festeggiare i 350 anni dalla morte di Rembrandt, avvenuta il 4 ottobre 1669, ricorrenza che sarà degnamente celebrata al Rijksmuseum, che conserva 22 dipinti, 60 disegni e più di 300 stampe e dove, tra le varie mostre e attività in programma, tornerà in esposizione la celeberrima Ronda di Notte, realizzata dal maestro nel 1642 e oggetto di un lungo e spettacolare restauro.

Articoli recenti

  • Mostre

Non solo de Chirico. A Milano la grande mostra diffusa sulla Metafisica e la sua eredità nel presente

Parte da Palazzo Reale la grande mostra Metafisica/Metafisiche diffusa su quattro sedi istituzionali di Milano. E indaga a fondo una…

9 Febbraio 2026 18:52
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 9 al 15 febbraio

Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 9 al 15 febbraio, in scena nei teatri…

9 Febbraio 2026 18:30
  • Arte contemporanea

Per Francesco Gennari, l’arte è tutto ciò che rimane dell’assenza

Al Laboratorio degli Angeli di Bologna, un progetto espositivo presenta una serie di opere che ci fanno entrare nelle profondità…

9 Febbraio 2026 16:39
  • Mostre

Pennacchio Argentato, come le immagini diventano dispositivi di conflitto

Le opere del duo Pennacchio Argentato mettono in tensione il rapporto tra messaggio e medium: la mostra diffusa negli spazi…

9 Febbraio 2026 15:30
  • Mostre

Nelle opere di Chiara Ventura l’amore è un gesto politico: la mostra a Prato

Negli spazi di Villa Rospigliosi di Prato, la nuova mostra di Chiara Ventura indaga relazioni, limiti e responsabilità affettive, attraverso…

9 Febbraio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Le regole di Sophie Taeuber-Arp per ripensare l’astrazione: la mostra a Parigi

Curve, cerchi e linee ondulate, al centro della mostra che la sede parigina di Hauser & Wirth dedica Sophie Taeuber-Arp:…

9 Febbraio 2026 11:30