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Il tavolo verde della cultura. I direttori dei musei autonomi a confronto sui parchi storici

di - 29 Marzo 2018
Sono più di musei a cielo aperto, visto che cambiano continuamente, assumendo forme e colori diversi a seconda della stagioni. Fortunatamente, i parchi storici abbondano nella nostra Penisola e mettono a dura prova le strategie di gestione, conservazione, tutela e valorizzazione, ambiti di intervento che necessitano di provvedimenti mirati, specifici. Per far fronte a queste necessità, l’Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d’Este, diretto da Andrea Bruciati, ha proposto una piattaforma dalla quale poter definire azioni, programmi e progetti da svolgere in un’ottica coordinata e solidale. E così si è tenuta, presso la direzione generale musei, la prima riunione degli Istituti autonomi del MiBACT per dare il via a un tavolo tecnico dedicato ai giardini storici e a tutti gli spazi caratterizzati da uno stretto rapporto tra architettura, archeologia, ambiente e natura. Un tavolo verde, almeno in questa stagione, al quale hanno avuto modo di incontrarsi i direttori delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, della Reggia di Caserta, Mauro Felicori, del Museo storico e Parco del Castello di Miramare, Andreina Contessa, dei Musei Reali di Torino, Enrica Pagella, del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Sylvain Bellenger, oltre ad Andrea Bruciati.
La discussione ha riguardato il piano legislativo e amministrativo, il supporto finanziario, le discipline speciali per gli investimenti, secondo una visione unitaria di intenti che rinsalda le specificità già palesate per gli effetti della riforma voluta da Dario Franceschini. «Siamo molto soddisfatti di questo primo incontro, che ci ha visto concordi nel porre in evidenza delle pratiche gestionali differenti rispetto ai beni monumentali e museali. Ritengo che per delle strutture organiche e anfibie come quelle che hanno un’anima verde, sia fondamentale una diversa azione operativa. Partire da un’analisi accurata dei parametri qualitativi e quantitativi della vegetazione e delle funzioni prevalenti, affiancata in una prima fase ad un piano di gestione oculato e particolareggiato, è una buona pratica essenziale e primaria per un ente sensibile al proprio tesoro all’aperto», ha commentato Bruciati.

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