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Il viaggio è un processo. Il laboratorio fluttuante di Mariagrazia Pontorno approda a Pisa

di - 3 Aprile 2018
Un viaggio via mare, durato poco più di un mese, per unire tre continenti, partendo da Anversa, attraversando Tilbury, Amburgo, Dakar, Banjul, Freetown, l’equatore e, finalmente, sbarcare a Vitoria e Rio de Janeiro. E poi le atmosfere mutevoli della traversata, le sensazioni, le declinazioni del tempo, atmosferico e interno, le relazioni con l’equipaggio e con le persone a terra. Tutto questo è “Everything I know / Volume 2-Floating Lab”, progetto di Mariagrazia Pontorno a cura di Elena Giulia Abbiatici e Silvana Vassallo, le cui tracce residuali saranno esposte dal 7 aprile, negli spazi di Passaggi Arte Contemporanea, a Pisa.
Più che una mostra, sarà la restituzione di un’azione performativa composita, ispirata al viaggio nuziale intrapreso dall’arciduchessa Leopoldina d’Asburgo Lorena, promessa sposa di Don Pedro di Braganza, principe ereditario del Brasile e del Portogallo. Ad accompagnarla, una spedizione scientifica, composta da naturalisti, botanici e artisti e guidata da Giuseppe Raddi. I disegni e le scoperte di questa spedizione ispirarono la prima parte del progetto di Pontorno, “Tutto ciò che so”, che fu esposta tra il 2014 e il 2015 nella galleria pisana. Il progetto ha trovato una sua prosecuzione, non solo ideale, il 28 dicembre 2017, quando l’artista nata a Catania nel 1978, è salpata per Rio de Janeiro sulla nave cargo Grimaldi Grande America, per rievocare lo spirito di conoscenza, attesa e ritualità insito in quella traversata storica e in ogni viaggio, rimanendo in contatto con artisti, intellettuali e scienziati che hanno inviato i loro contributi, molti dei quali hanno accompagnato e modellato la percezione dello spazio da una parte all’altra dell’Atlantico. Opere, pensieri e riflessioni, donati, tra gli altri, da Davide Dormino, Sara Enrico, Cesare Pietrouisti e Rosa Ciacci, che insieme a immagini e video di documentazione saranno presentati in galleria, in vista della mostra al Museo du Jardin Botanico di Rio de Janeiro.
Questo è infatti il primo di una serie di appuntamenti che “Everything I know” programmerà. Per consultare i contributi dell’equipaggio virtuale è possibile visitare i canali dedicati su Instagram e Facebook.

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