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Il programma annuale dell’Indipendent Studio del Whitney Museum of Art di New York apre le porte, da stasera, alla sua mostra di primavera alla “Cucina” della 19esima strada Ovest, lo spazio no-profit che dal 1971 attua programmi di diffusione dell’arte a 360 gradi, passando dal cinema alla letteratura, dai reading alle performance.
Titolo della mostra del programma del Whitney quest’anno è “Creative Destroy”, a cura dal team dell’ISP Helena Rubinstein Foundation: Denisse Andrade, Liz Park, Tim Saltarelli e Kristina Scepanski, e presenta opere di Melanie Gilligan, Hans Haacke, Alfredo Jaar, Liz Magia Laser, Raqs Media Collective, Kerri Reid, SUPERFLEX e Fred Wilson. Una riflessione a partire dal termine “distruzione creativa”, che si riferisce alla tendenza intrinseca del capitalismo di creare nuova ricchezza, distruggendo il precedente ordine economico.
Inizialmente descritto da Marx ed Engels nel “Manifesto del partito comunista”, il concetto è diventato popolare negli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando l’economista Joseph Schumpeter ne ha adattato le teorie come un modello di innovazione economica, avvertendo però della sua natura auto-distruttiva. Oggi la “distruzione creativa” viene evocata per legittimare gli utili indotti da speculazioni finanziarie, ristrutturazioni e smantellamento intenzionale delle condizioni di lavoro, sia in America che in tutto il mondo occidentale. Nel caso della mostra si tenterà di dimostrare come la “Creative Destroy” possa essere riconfigurata per diversi scopi politici. Gli artisti illuminano il modo in cui certe strutture ideologiche perpetuano uno stato naturalizzato nella disuguaglianza criticando, e siamo proprio in tema, l’esistente ordine socio-economico. Fino al 16 giugno, inoltre, accompagneranno l’esposizione una serie di programmi pubblici che indagano il processo creativo di riorganizzazione nelle dimensioni dello spazio pubblico e nella produzione culturale ed economica, settori chiave attraverso cui effettuare una valutazione critica sulla scia della crisi finanziaria in corso. Tutte le info della programmazione sul sito http://whitney.org.













