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Imputato, alzatevi: in Spagna sotto accusa Reina Sofia e Guggenheim Bilbao

di - 6 Marzo 2006

Il curioso uragano che pare abbattersi da qualche tempo su istituzioni artistiche da sempre considerate solide ed inattaccabili, dopo essere passato per Inghilterra e Francia, è approdato in Spagna. E qui – informano i media spagnoli – si è diviso in due tronconi, diretti rispettivamente a Madrid, destinatario Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, e a Bilbao, obbiettivo nientemeno che la roccaforte Guggenheim. Sul fronte madrileno, è un rapporto interno datato 2005 a rivelare insospettati quanto diversificati problemi. Da gravi situazioni conservative (sono circolate foto di opere, fra cui un Juan Gris, riposte con incuria e piene di crepe), a casi che rasentano la comicità, come la misteriosa scomparsa, già segnalata da Exibart, di una enorme scultura di Richard Serra. Ora arriva la protesta ufficiale dei conservatori del museo, che in una lettera diretta alla direttrice Ana Martínez de Aguilar si lamentano della segretezza e della loro emarginazione nei piani del centro, annunciando una petizione diretta al Ministero della Cultura. Ricordando anche i recenti fallimenti sul fronte espositivo, dalle polemiche sul Quijote scultoreo fino al pietoso naufragio della mostra sul concettuale. Notizie niente affatto migliori arrivano dal fronte basco, dove la consigliera di Cultura, Miren Azkarate, è stata ascoltata la scorsa settimana dal Parlamento dopo un’interrogazione dell’opposizione sui prezzi pagati lo scorso anno dal Governo basco per acquisti di opere d’arte (sempre il 50%) di musei partecipati, in testa il Guggenheim Bilbao. Domanda lasciata senza risposta, Azkarate ha presentato dati globali sulle spese, ma non il contributo erogato per ciascun pezzo. E Partito Popolare e PSE-EE studieranno la possibilità di mettere fine all’opacità di alcune spese pagate con i soldi pubblici. La reticenza sul fronte dei prezzi, giustificata con la volontà di non interferire sul mercato dell’arte, è stata rotta solo in pochissimi casi, per intervento della Corte dei Conti basca. Si è così venuto a sapere, con sommo imbufalimento dei già nervosi baschi, che per il Puppy di Jeff Koons furono pagati 180 milioni di pesetas (circa 1 milione di attuali euro), per La habitación de la madre, di Francesco Clemente, si pagarono 345 milioni di pesetas (quasi due milioni di euro), mentre un Rothko nel 1996 costò 447 milioni di pesetas (circa 2,5 milioni di euro). Gli amministratori, ovviamente, tanto nell’uno quanto nell’altro caso si affannano a smentire le notizie, o a cercare giustificazioni più o meno plausibili. Che al portale Abc.es, uno dei più attivi, specie nell’inchiesta sul Reina Sofia, fanno dichiarare: No todos somos tan idiotas como parecemos… Non ci pare necessiti nessuna traduzione…

[exibart]

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  • Trovata la soluzione per essere sempre sulla cresta dell'onda artistica e non avere problemi di manutenzione e stoccaggio finito l'evento: alla modica cifra di 1 milione di euro, rimpinguate il conto in banca di jeff Kuns ed oltre ad avere questa enorme soddisfazione potete stare sicuri che il servigio acquistato non starà lì tra i piedi a tediarvi, perché durerà meno del tempo che avete impiegato a scrivere tutti gli zeri sull'assegno. Quanto dura un Puppy? Un mese? Due? Una stagione? Boh.
    Fosse questo il problema, poi...

    Ed in provincia si langue, sorpattutto dove ci sono sti grossi musei accentratori. Le opere in cantina? Ma siamo matti? Fate prendere loro aria in campagna!

    Roba da matti...

  • E di grazia, dove vede qualcosa che somigli a un'opinione, tanto da farle parlare di "esterofobia"? Ha mai sentito parlare di informazione? Non apparterrà lei a quella scuola (frequentatissima, in Italia) per cui le informazioni, laddove sgradite, andrebbero ignorate, e se non lo sono allora diventano bieca (e volgare, obviously...) strumentalizzazione?

  • Ma che strana notizia...su un portale italiano ci scandalizziamo di quanto avviene a Bilbao ed a Madrid...

    ...sono tornato poche ore fa da Bilbao e mi accorgo che vivono oltre una soglia di benessere e civiltà per noi inimmaginabile. Il museo Guggenheim è splendido ed è organizzato sontuosamente. Crea un indotto incredibile e rivaluta agli occhi del mondo una zona (i Paesi Bachi ed in particolare la Biscaglia) famosa tristemente solo per l'ETA.

    L'ondata esterofoba di exibart mi sembra colpire in particolare i paesi (bene) amministrati da partiti progressisti...

    ...insomma meglio il nostro bel Buttiglione di chi ha portato arte, civiltà e soldi a Bilbao...

  • Di grazia, non appartengo a nessuna scuola. Ma ha mai sentito parlare della pagliuzza nell'occhio e della relativa travicella? Alimentare un dibattito a seguito della lettura di una notizia, riportando un'esperienza diretta, non mi sembra un modo per ignorare le notizie sgradite.
    Saluti

  • La notizia è interessante e va oltre qualsiasi confine territoriale!
    L'enorme potere del denaro ha ghermito anche il mondo dell'arte (Warrol docet).
    Non è più un contesto culturale e il tempo
    a decidere chi è artista di valore, ma il denaro.
    I massimi veri artisti sono quelli che manipolano con i soldi il mondo dell'arte, creano l'artista/oggetto un prodotto da vendere alla stregua di qualsiasi altro....

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