La rinfrescata alla grandeur francese, fallita al primo ministro Dominique de Villepin – sommerso dalle critiche per la mostra La force de l’Art, da lui fortemente voluta -, è riuscita in pieno al presidente Jacques Chirac. È lui infatti il promotore e il sostenitore del Musée du Quai Branly, il più importante al mondo dedicato all’arte primitiva dei quattro continenti, inaugurato a Parigi in questi giorni. Situato ai bordi della Senna, vicino alla Tour d’Eiffel, concepito dall’architetto Jean Nouvel, è il primo grande museo costruito in Francia dopo il Centre Pompidou, nel 1977. Si struttura in quattro edifici, di cui il principale sorge al centro di un giardino di 1,8 ettari, con una parete di vetro di 200 metri di lunghezza per 12 di altezza, e un’altra parete, concepita da Patrick Blanc, ricoperta da 150 specie vegetali provenienti da tutto il mondo. Il museo, che raccoglie 300.000 opere circa, di cui 3.500 saranno esposte in modo permanente, avrà anche una programmazione di spettacoli dal vivo – teatro, danza, musica – legati alle varie opere ed esposizioni temporanee presentate. All’inaugurazione hanno preso parte importanti personalità internazionali, dal segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan al premio Nobel per la Pace Rigoberta Menchu.
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