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Incontrarsi a Treviso. Per (non) capire l’arte

di - 6 Febbraio 2006

Che farebbero tutto il giorno giornalisti e critici d’arte, se un bel giorno del 1917 Marcel Duchamp non avesse capovolto quel famoso orinatoio? C’è da chiederselo, visto che spesso La Fontaine viene citata come l’origine della presunta incomprensibilità, fumosità dell’arte contemporanea. Della “trovata”. A queste temperie la Fondazione Benetton di Treviso dedica un ciclo di 5 conversazioni, intitolate appunto Per (non) capire l’arte. Che partono da un assunto: l’arte contemporanea spiazza, demolisce, destabilizza e suscita dubbi, sembra, quasi per partito preso. E, soprattutto, produce e consuma personaggi. La tematica verrà approfondita dal punto di vista dell’estetica, del restauro, del mercato, con interventi di studiosi come Virginia Baradel, Massimo Donà, Paolo Fabbri, Philip Ryland. L’ultimo incontro verterà invece su Transitabilità, contaminazioni virtuose tra arte ed economia, di cui parleranno Pierluigi Sacco, Giancarlo Politi e Franco Bernabè.


martedì 7 febbraio ore 20.30
L’inogettualità dell’arte. Da de Chirico a Cattelan

mercoledì 15 febbraio ore 20.30
Il durevole effimero. La questione della conservazione

martedì 21 febbraio ore 20.30
Cattelan (sì, ancora lui): meglio di Canaletto? quale potrà essere il migliore investimento?

sabato 25 febbraio ore 17.00
Tracce del contemporaneo possibile, a Treviso

venerdì 03 marzo ore 21
Transitabilità, contaminazioni virtuose tra arte ed economia

Fondazione Benetton Iniziative Culturali
Palazzo Bomben – Via Cornarotta, 7 – 31100 Treviso
Tel. +39 0422.512200 – Fax +39 0422.512229
info@palazzobomben.it


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Visualizza commenti

  • Ma quante sanguisughe attorno alla torta dell'arte!
    E' come se si spiegasse o si volesse capire un intervento chirurgico, escludendo i chirurghi.

  • ... bisogna precisare capire l'arte MODERNA. Ma non è giusto volerla spiegare. Qualcuno sente il bisogno di "capire" la musica dodecafonica? O seriale? Se si diverte e incuriosisce a sentirla resta, se si annoia se ne va. Un vero artista moderna fa ogni sforzo possibile proprio per non essere capito e diverte nella misura in cui ci riesce. Se viene capito non è più moderno. Non per questo può non essere un bravo e addirittura grande artista. Anzi! Quei tizi che adesso spiegano l'arte moderna "incomprensibile" invecchiano, se ci riescono, gli artisti. Non gli fanno un piacere ANDO GILARDI

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