Playzebra è una rivista nata a Torino nel 2003 dall’iniziativa di un gruppo laureandi e laureati del Corso di Laurea in Graphic and Virtual Design della Facoltà di Architettura, e caratterizzata dall’attenzione alla urban culture, nelle tematiche artistiche, nel linguaggio e nella scelta dell’autoproduzione. Per il quarto numero il magazine -che ha cadenza annuale- ha coinvolto nel suo staff creativo gli artisti Cristina Mandelli e Alvise Bittente, alle prese con il tema Arte e territorio . Questo quarto numero del 2006 ha visto inoltre l’aggiunta nel nome -che prima era solamente Zebra , che è anche il nome del gruppo- del suffisso play, a ribadire l’intento di portare ad una contaminazione e, soprattutto, ad un’interazione tra la sperimentazione artistica e la progettazione grafica iniziata a partire dal secondo numero.
Bittente e Mandelli hanno lavorato su tre concetti chiave, territorio, supporto e scambio, esplorando un’altra possibile relazione fra l’opera, la sua esposizione/fruizione e il supporto che diventa rivista. Ne è nato il progetto Play the art cover, lavoro sulle copertine di Playzebra, che viene ora presentato contemporaneamente in due sedi diverse, con uno scambio territoriale, per riflettere la differenza di approcci, a volte seri a volte ludici, che caratterizza la rivista. Alvise Bittente, veneziano, espone a Torino, presso il loft Basic Village, spazio culto per le nuove tendenze creative torinesi. A Venezia invece – dove da quest’anno la redazione ha una piccola sede distaccata – Cristina Mandelli, torinese, è ospite dalla Fondazione Bevilacqua La Masa presso la sede di Palazzeto Tito, centro espositivo nato per promuovere i giovani artisti e diffonderne il lavoro.
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