Siciliana, nata 1982, è però la vincitrice della Borsa di studio internazionale per giovani artisti che operano in Calabria, promossa dal MARCA di Catanzaro in collaborazione con la Dena Foundation. Si chiama Laura Stancanelli, e volerà all’International Artists Residency dell’Omi International Arts Center nello stato di New York, prima quota rosa dopo Domenico Cordì e Alessandro Badolato, vincitori nelle precedenti edizioni. Con lei, una menzione speciale è andata anche a Silvia Pujia e a Sebastiano Dammone Sessa, rispettivamente nati nel 1985 e 1981 ed entrambi diplomati all’Accademia di Catanzaro, che si riuniranno nelle sale del museo calabrese il prossimo autunno. Wanda Ferro, commissario straordinario della Provincia di Catanzaro, il presidente della Dena Foundation Giuliana Setari e il direttore artistico del MARCA Alberto Fiz con Serena Carbone, insieme alla critica francese Valentine Meyer e alla scrittrice e critica d’arte Charlotte Bonduel, hanno premiato Listening Room di Stancanelli per «la capacità di conciliare l’aspetto relazionale dell’opera d’arte con un’attenta indagine formale e plastica. La sua installazione interagisce con il pubblico che si trova nelle condizioni di ascoltare le voci trasmesse dagli apparecchi audio inseriti all’interno delle pareti e nello stesso tempo di essere ascoltato».
Una componente sociale che caratterizza anche l’indagine di Silvia Puja, mentre per Dammone Sessa si va sulla modificazione degli elementi essenziali della pittura.
Un rapporto di lunga dato quello tra Dena Foundation e la città di Catanzaro, che prosegue dal 2001, grazie alla collaborazione del MARCA, l’Accademia di Belle Arti, Intersezioni, il Parco Internazionale della Scultura, enti che hanno dato al territorio calabro un grande impulso verso le arti di oggi. Ora Listening Room, un’installazione ambientale costituita da pannelli modulari con pareti forate dove verranno impiantati degli apparecchi audio dai quali si udiranno delle voci, testimonianze che necessitano ascolto da parte del pubblico che interagirà con l’opera, occuperà diversi metri di suolo pubblico, nel contesto rurale dell’Art Omi Center, possa accogliere più persone possibile.