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Istanbul 4/Tour ad ArtInternational, tra grandi partecipazioni e gallerie che sfruttano l’onda della Biennale per farsi conoscere. Con un bel risultato

di - 4 Settembre 2015
Fino all’apertura al pubblico ArtInterational Istanbul appare soprattutto una fiera ordinata, così pulita e organizzata che non sembra nemmeno di essere nella caotica e seducente città sul Bosforo che, per la cronaca, fa 22 milioni di abitanti. Ma il mondo dell’arte è dorato anche qui, soprattutto per la presenza di alcuni grandi colezionisti e per le banche che investono molto in arte, soprattutto contemporanea.
Sono molte le gallerie che partecipano (ma meno di un centinaio), alcune delle quali piuttosto importanti, la cui presenza fa spesso medagliere per una fiera. Di chi parliamo? Per esempio di Victoria Miro di Londra, che qui porta molta pittura di grandi dimensioni. Di Lelong di Parigi, che mette in mostra un paio di lavori di Kiki Smith e una grande scultura di Jaume Plensa. Di Aicon di New York con una bellissima installazione dal mood molto orientale di Anila Quayyum. Di Krizinger di Vienna, con un bello stand, ma la titolare, la mitica Ursula Krizinger, è piuttosto scontenta della collocazione.
Le italiane presenti sono invece poche e giovani. Ex Elettrofonica di Roma si è  gemellata con Sales di Norberto Ruggeri e insieme hanno scelto tra i loro artisti più promettenti, tra cui: Margherita Moscardini, Guendalina Salini, Avish Khebrehzadeh e Davide Monaldi. Marie-Laure Fleisch punta su Bernard Roigi, Katharina Hinsberg e Giuseppe Stampone. Boccanera di Trento propone invece un solo show del serbo Nebojsa Despetovic: una complessa mappa mentale.
Ma l’aspetto più interessante di questa fiera, che intelligentemente sfrutta il traino della biennale è, oltre la presenza di alcune buone gallerie di Istanbul e di Ankara, la partecipazione di altre che normalmente non si vedono in giro. Come per esempio l’ottima Assan Art di Theran e l’interessante Aspen Gallery che viene dallo sconosciuto Kazakistan.
Ci sono poi gallerie indiane molto apprezzate come la Sakshi e gallerie globali come Pearl Jam. Ma anche diverse spagnole, francesi, berlinesi e americane.
E anche qui la festa può iniziare

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