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Jeff Koons come non l’avete mai visto. L’artista svela la sua anima da collezionista, al Festival de l’histoire de l’art a Fontainebleau

di - 3 Giugno 2017
Natura e Stati Uniti sono le due chiavi di lettura della settima edizione del Festival di Storia dell’arte che si tiene annualmente presso il castello di Fontainebleau e dintorni, a quaranta minuti da Parigi. A ingresso gratuito, il festival è stato inaugurato dalla guest star Jeff Koons, e durerà lungo questo fine settimana. In programma, conferenze anche in lingua inglese, film, dibattiti, concerti, mostre, un forum sull’attualità e un salone del libro d’arte. Un evento diventato d’eccezione, visti i 27.000 visitatori della precedente edizione.
Koons, che sarà presente per tutta la durata della manifestazione, ha aperto l’evento con una conferenza in cui ha presentato la sua collezione di opere d’arte, concludendo con un focus su alcuni suoi lavori già visti durante la retrospettiva a lui dedicata al Centre Pompidou nel 2014. Un dialogo aperto con il pubblico in cui ha messo a nudo scelte e gusti artistici del collezionista che è in lui, oltre alla location scelta per sistemare le opere. E così veniamo a sapere che Rubens e Courbet sono in camera da letto e via dicendo, che ha una predilezione per Picasso, quello dei baisers del 1969, passando per il suo primo amore senza il quale non sarebbe ciò che è, Manet. Ma anche Fragonard, Poussin e il grande Dalì.
Un festival che promette bene con la sezione cinema dal titolo Art & Caméra che presenta 90 film e un cineasta americano invitato, Frederick Wiseman, a cui è dedicata una retrospettiva. Ma anche dibattiti intorno a temi attuali come la cosiddetta deaccessioning, vale a dire la politica museale statunitense, intesa come dismissione di beni artistici in netta opposizione alla inalienabilità delle collezioni francesi e italiane. Mentre il tema della natura si dispiega in tre sezioni con “la natura in ordine” o intesa come ambiente fino alla messa in scena di questa e ai suoi molteplici riferimenti, su questo tema la tavola rotonda, tra le tantissime proposte, dal titolo “Post natura? Dalla Land art all’ecologia globale”. Tanto altro ancora da scoprire, qui. (Livia De Leoni)

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