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La 14esima biennale di Istanbul tra le metafore dell’acqua, il corpo e lo scetticismo. Carolyn Christov Bakargiev inaugura la sua kermesse. Chiamando gli artisti a suonare sul palco

di - 2 Settembre 2015
Carolyn Christov Bakargiev comincia a parlare in turco: sembrano solo i saluti e invece va avanti per un po’. Poi passa all’inglese e ricomincia col ringraziare e lodare il team della biennale, “straordinario”, i collaboratori che ha scelto lei, in particolare Chus Martinez che “ha nel cuore”. E finalmente spiega il concept di questa vastissima biennale.
L’acqua (Salt Water) è la metafora che ha scelto, per la fluidità e densità di fenomeni che accoglie. Prima di tutto le onde, materiche, elettromagnetiche e simboliche. Che alludono alla fluttuazione, complessa e a volte anche drammatica del nostro tempo come le sofferenze di alcuni popoli, ma anche alla motilità delle emozioni, della vita delle persone fino a schiudere la possibilità della gioia e della comunità.
Il discorso è sintetico e aggiunge poco rispetto a quanto trapelato finora dai comunicati.
Ma è rispondendo ad alcune domande che la direttrice approfondisce meglio il suo pensiero: «Mi occupo di arte e non di politica perché sono scettica rispetto il genere umano (testualmente human affairs). E credo che l’arte possa cambiare la forma di vita delle persone. Del resto la politica è ovunque, anche nel nostro corpo, tutto comincia proprio dal corpo. E questo è l’insegnamento più importante che ci ha lasciato il femminismo». Specie dopo aver visto la sua documenta, c’è da giurarci che il tema del corpo, delle emozioni e degli affetti sia centrale anche in questa biennale.
Parla poi del suo metodo di lavoro, che è un processo organico che non si basa mai sulla selezione, ma sull’aggregazione.
La lista degli artisti partecipanti ancora non viene detta. In compenso Carolyn Christov Bakargiev annuncia un fuori programma piuttosto irrituale per una conferenza stampa. Tre artisti: Theaster Gates, Adrian Villar Rojas e Liam Gillick sono chiamati sul palco da CCB per suonare. Attacca Gates, poi canta Villar Royas suonando la chitarra e accompagnato alla batteria da Gillick.
Tra un gran caldo e una discreta disorganizzazione, la 14esima biennale di Istanbul può cominciare.

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