L’aveva costruita per i suoi genitori nel 1970, nella zona londinese di Wimbledon, con una cucina molto grande per la madre, che amava cucinare. Oggi diventa il secondo edificio più importante della storia dell’architettura moderna dell’Inghilterra, un caso piuttosto raro per un edificio relativamente modesto di quel decennio.
Al 22 di Parkside, Richard Rogers aveva fatto innalzare un telaio di acciaio e vetro tra il 1969 e il 1970, progettato con la compagna di allora Su Brumwell: la coppia di architetti, all’epoca, avevano già creato una casa in Cornovaglia per i genitori della Brumwell, finanziata con la vendita di un dipinto di Mondrian.
Rogers ha dichiarato che la casa di Wimbledon è stata ispirata dalle sue origini italiane: «Sono nato in Italia e ha trascorso la mia prima infanzia circondato da una bella architettura storica e moderna, che ha avuto effetto su tutto il mio lavoro. Mia madre amava cucinare e così la cucina a vista è il cuore della casa, dove la famiglia e gli amici possono raccogliersi, in modo molto italiano».
Un edificio che ha ispirato molte delle parti della struttura più famosa di Rogers, realizzata con Piano: il Centre Pompidou: «La casa è composta da elementi prefabbricati, principalmente acciaio e vetro, che possono essere adattati alle nuove esigenze. Oggi, mio figlio Ab Rogers e la sua famiglia vivono e lavorano lì, e hanno trasformato l’abitazione in base alle loro esigenze».
Il ministro della cultura inglese, Ed Vaizey, ha dichiarato che la “casetta”, di epoca molto precedente rispetto agli altri famosissimi edifici progettati da Rogers, nato a Firenze nel 1933, è uno dei capolavori più fantasiosi dell’edilizia privata inglese. E chissà che ora non entri in un nuovo circuito turistico nelle meraviglie in “mattoni” della city.