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La cascata che bagna Napoli. Presentata l’installazione di Tadashi Kawamata per “Made In Cloister” | |

di - 15 Maggio 2017
È seduto su una cassetta di legno, occhiali scuri e testa alta. Tadashi Kawamata è per la prima volta a Napoli e parla con i giornalisti, sorride ma il suo sguardo va oltre. Esamina The shower, la sua installazione progettata per il chiostro della chiesa di Santa Caterina a Formiello, sotto la supervisione del curatore Demetrio Paparoni. Il progetto rientra tra gli eventi culturali della Fondazione Made in Cloister, che ha progettato il restauro del chiostro cinquecentesco per ospitare espressioni della creatività artistica internazionale e della tradizione artigianale napoletana.
Su invito della Fondazione, Kawamata è venuto «a visitare luoghi, a conoscere la gente, le loro abitudini e la loro economia», ci ha detto. «Napoli è una città unica, dove la storia collabora con l’arte contemporanea come in nessun luogo», ha sottolineato Mark Davy, amministratore delegato di Future City, intervenuto durante la presentazione insieme ad Andrea Cancellato, direttore della Triennale di Milano, e Pier Paolo Forte, Presidente Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.
Il primo passo del progetto è stato osservare l’economia locale e, con il supporto dell’associazione Officine Gomitoli per la realizzazione dell’opera, sono stati coinvolti i ragazzi che vivono nella zona di Porta Capuana. Al centro del chiostro, quattromila cassette di legno, montate su una rete bianca di 800 metri quadrati e fissata al colonnato con delle funi, producono l’effetto di una capanna.«La scelta dei materiali deperibili non è mai un caso, ciò che mi interessa realmente è il processo creativo specifico per ogni luogo», ha specificato Kawamata.
Ma The shower non è stata completata, perché il progetto originario, che avrebbe previsto un’ulteriore cascata di cassette, dal chiostro fino allo spazio esterno di santa Caterina a Formiello, non è stato autorizzato. (Danilo Russo)

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