Anche questa in fondo è post-produzione. Si definisco “Garbage Architect” e sono Denis Oudendijk e Jan Körbes, olandesi e fondatori di Refunc, laboratorio dove si creano strutture sperimentali e piccole architetture mobili basate su materiali di scarto.
Sono contro il riciclaggio poco intelligente e a tutti i costi, preferiscono in qualsiasi modo recuperare materiali in maniera anticonsumistica: «L’architettura dell’immondizia assume un significato profondo in un mondo in cui le materie prime stanno diventando sempre più esigue. Ci consideriamo più logici che ecologici».
Così, nel loro laboratorio dove l’estintore è un porta piante, i sedili di un’automobile sono un divano e i coperchi di bidoni d’immondizia appesi al muro, nascondono alla vista gli archivi incassati. Progetti di una traslata impronta Nuovo Realista, di certo non particolarmente nuovi nel concept ma dall’effetto straniante.
E in Olanda era finito anche Davide Manzoni, più di 15 anni fa, progettista che ha cooperato con Refunc per diversi progetti. Davide Manzoni, però, dopo l’esilio volontario nei Paesi Bassi, ha deciso di tornare in Italia «perché la crisi ha ridotto drasticamente fondi e libertà sociali che mi avevano affascinato quindici anni fa». Così, la futura sede di Redeemade, l’azienda da lui fondata, sarà un laboratorio-vetrina a Bussana Vecchia, villaggio di artisti vicino a Sanremo, che anch’esso ha una storia originalissima basata su una riappropriazione degli spazi. Il paesino, terremotato alla fine dell’800 è stato colonizzato da artisti sospesi a metà tra l’hippie e il naif a partire dagli anni ’60 che hanno ristrutturato le antiche abitazioni fatiscenti rendendo il paese una sorta di luogo ai confini tra la realtà e la fantasia. E magari da Bussana Vecchia, passando per l’Olanda, la cosa potrebbe finire a Napoli. (m.b.)