Il premio è stato istituito nel 1950 dall’università di Copenhagen in onore dello scrittore danese Carl Johan Sonning, morto nel 1937. Tra i prestigiosi vincitori delle passate edizioni, il regista Ingmar Bergman, il presidente della repubblica ceca Vaclav Havel, e i due premi nobel per la letteratura Dario Fo e Günter Grass.
Mona Hatoum, nata a Beirut nel 1952, lascia nel ‘75 il Libano, subito dopo l’esplosione della rivoluzione. Raggiunge l’Inghilterra e lì resta, divenendo cittadina britannica.
Riconosciuta a livello internazionale come una delle artiste contemporanee più intense e interessanti, la Hatoum ha affrontato temi legati alla relazione tra l’individuo e le strutture sociali: la contaminazione tra le culture, l’esercizio del potere, la violenza, la precarietà del corpo, le identità di genere e la condizione femminile. Sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti del Centre Pompidou di Parigi, del Museum of Art di Dallas e del MOMA di New York.
L’università di Copenhagen dichiara di aver assegnato il premio a un’artista che, attraverso una forma concisa ed efficace, è riuscita a rappresentare il piano instabile che interseca le diverse culture, indagando intorno alla complessa condizione dell’essere europeo oggi. (helga marsala)
[exibart]
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