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La legge di bilancio dei furbetti. Ecco quattro milioni per il Teatro Eliseo di Barbareschi

di - 29 Dicembre 2017
L’anno scorso, nel dicembre 2016, ci provò il Senatore del Pd Bruno Astorre, che chiese 4 milioni di euro per il Teatro Eliseo di Roma, oltre ai 4 già assegnati, ma venne prontamente bloccato e i soldi dirottati verso le zone terremotate. Quest’anno, è stata la parlamentare Stefania Prestigiacomo (Forza Italia) a proporre la stessa mancia ma il risultato è stato diverso: il 20 dicembre l’emendamento è passato all’unanimità alla Commissione Bilancio della Camera, presieduta da Francesco Boccia (PD) e così il teatro diretto da Luca Barbareschi porta a casa 8 milioni per il biennio 2017-2018. Così, un teatro privato riceve finanziamenti pubblici molto più alti del maggiore teatro nazionale (ne avevamo scritto qui): il Piccolo Teatro di Milano riceve, infatti, circa la metà di quanto dato al Teatro Eliseo, tramite distribuzioni FUS.
Già l’assegnazione di 4 milioni aveva sollevato l’indignazione generale e sei teatri romani hanno fatto ricorso al TAR contro il finanziamento alla gestione di Luca Barbareschi per il biennio 2017-2018 dal Mef e dal Mibact, perché violerebbe la Costituzione e le norme sulla concorrenza. L’avvocato Marco Orlando, rappresentante dei teatri Sistina, Vittoria, Parioli, Ambra Jovinelli, Quirino e Cometa, e cofirmatario del ricorso, sottolinea come questa non sia e non voglia essere una guerra tra teatri «quanto piuttosto il ricorso contro un provvedimento illegittimo e discriminatorio». Il problema sollevato dai sei firmatari non è infatti legato ai soldi ricevuti ma alla modalità di assegnazione dei fondi, fuori dal sistema del FUS, il Fondo Unico sullo Spettacolo che prevede criteri di valutazione oggettivi e proporzionati al valore dell’offerta culturale, bensì ricorrendo allo strumento legislativo ordinario e, dunque, a valutazioni soggettive. Come si legge nell’istanza: «Un intervento agevolativo posto in essere a favore di uno specifico soggetto (il Teatro Eliseo) al di fuori di quelle che sono le regole generali di assegnazione di fondi statali ai teatri, che finisce per discriminare tutte le altre imprese che a parità di condizioni si trovano a dover sostenere gravosi oneri per continuare la propria attività».
Il ministro Franceschini, che a più riprese si è espresso contro gli emendamenti ad personam proposti per il Teatro Eliseo, ha preso subito le distanze dichiarandosi ignaro dell’emendamento e sottolineando la differenza tra l’aiutare progetti privati meritevoli di attenzione e l’aggiungere altri 4 milioni di euro a un teatro già lautamente finanziato con soldi pubblici. Il riferimento è alla nuova legge sullo spettacolo dal vivo (Codice dello Spettacolo) che nonostante prometta migliori criteri di distribuzione delle risorse pubbliche legati a principi di equità e a parametri oggettivi, prevede ancora la possibilità di elargire denaro a piacimento, con larghi margini discrezionali e a giudizio insindacabile del ministero: «Su esclusiva iniziativa del Ministro, sentite le Commissioni consultive competenti per materia, possono, altresì, essere sostenuti finanziariamente progetti speciali, a carattere annuale o triennale.” punto 2, ex articolo 46 del Decreto 1° luglio 2014, ora art. 44 che inserisce i Progetti Speciali fra le “Azioni trasversali».
Per il 2017, i progetti speciali riconosciuti sono stati 52, per un totale di 3.992.000€ elargiti, dai 6mila dati alla tournée in Italia dei ballerini italiani all’Opéra di Parigi, ai 600.000 per il Premio Europa per il teatro. Quindi, come dare torto all’onorevole Prestigiacomo quando dichiara che «Si danno soldi a tutti i teatri, se c’è necessità. Non vedo perché non si debba aiutare anche l’Eliseo, uno dei più importanti d’Italia».
Insomma, un buon anno nuovo per chi ha amici potenti in Parlamento. (Giulia Alonzo)

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