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La luna nell’ex carcere. Ornaghi&Prestinari vincono la terza edizione del Premio Club Gamec

di - 28 Maggio 2018
La coppia di giovani artisti milanesi, Ornaghi&Prestinari, ha vinto la terza edizione del Premio Club GAMeC 2018 che ha avuto luogo lo scorso week-end nelle ex-carceri di Sant’Agata a Bergamo, con una mostra intitolata “Reset”, a cura di Manuela Valentini. Una vittoria giunta proprio lo stesso giorno dell’inaugurazione della loro personale, “Keeping Things Whole”, alla Galleria Continua di San Gimignano, in concomitanza con le mostre di Anish Kapoor/Daniel Buren e di Carlos Garaicoa.
Promosso dal Club GAMeC, l’associazione degli amici della GAMeC-Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, in collaborazione con la Galleria, l’evento è stato parte del programma di ArtDate-FREQUENZE/FREQUENCIES, le giornate dedicate all’arte contemporanea organizzate annualmente a Bergamo da The Blank Contemporary Art.
La giuria presieduta da Lorenzo Giusti – direttore della GAMeC – ha deciso di assegnare il riconoscimento a Luna, un’opera in ceramica invetriata realizzata interamente dagli artisti, la quale entrerà a far parte della collezione permanente della galleria, in seguito a un’acquisizione e donazione da parte del Club. Gli Ornaghi&Prestinari si impegneranno anche a creare un multiplo di un’opera in esclusiva per il Club GAMeC, i quali proventi andranno a sostegno delle attività del museo. Luna vuole essere un oggetto abbandonato, dotato però di una preziosità che si nota solo in un secondo momento. Gli artisti giocano su temporalità diverse, per farci comprendere come l’ex-carcere di Sant’Agata non si sia fermato ai tempi delle prigioni ma sia dotato di una storia che prosegue ancora oggi.
Tra gli altri artisti in gara, Alice Ronchi, che ha presentato Purple Rain, un’installazione costituita da due sagome in ottone lucidato a specchio che intendono rappresentare due gocce d’acqua in forma astratta. Le forme non sono quindi la diretta raffigurazione di un elemento naturale ma solo una suggestione.
Davide Mancini Zanchi ha candidato al Club GAMeC Prize 2018 l’opera intitolata La pistola al posto del pennello, una tela realizzata per mezzo di una tecnica che prevede la sostituzione di un materiale da belle arti come il pennello con un giocattolo, nello specifico un Superliquidator. Il quadro nasce dall’intenzione dell’artista di confrontarsi con l’arte astratta, nel tentativo di indagare territori alternativi rispetto alla pittura convenzionale.
Infine, il video di Pamela Diamante intitolato 5’ per indurre un’assenza, in cui l’artista prova a indursi una crisi epilettica respirando in iperapnea, una tecnica utilizzata dai medici per capire se un soggetto soffre o meno di tale patologia. L’obiettivo è compiere un’esperienza extra-sensoriale ed extra-corporale, perché Diamante vuole capire dove va l’io nel momento in cui il corpo diventa un luogo inospitale. L’esperimento ha avuto un esito fallimentare, costringendo l’artista a rimanere imprigionata nella sua realtà percettiva ed è anche per questo che l’opera si è inserita molto bene nel contesto espositivo. (mm)
In home: Pamela Diamante, 5′ per indurre un’assenza, video, 2015
In alto: Ornaghi&Prestinari, Luna, ceramica invetriata con madreperla, metallo, 31x36x33h cm, 2017

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